Infiltrazioni mafiose, Cacciotto: «Massima attenzione ma Alghero non è il far west»
Il sindaco replica alle dichiarazioni dei magistrati Patronaggio e Pintus: «La guardia è altissima»
Sassari «Dobbiamo lavorare tutti insieme per rendere Alghero impermeabile alla criminalità, che sia organizzata o di fattispecie comune. La sicurezza e la legalità sono una priorità ed è comprensibile che ci sia una forte volontà di proteggere la comunità. Credo sia altrettanto necessario mantenere un approccio equilibrato e responsabile, fondamentale per collaborare efficacemente con la Procura e le forze dell’ordine e, allo stesso tempo, tutelare la nostra comunità, la credibilità delle istituzioni e l’immagine di una città che non può essere sistematicamente e ripetutamente identificata con fenomeni criminali in assenza di elementi oggettivi che lo dimostrino e generalizzando il concetto a discredito dei tanti cittadini onesti». Raimondo Cacciotto, sindaco di Alghero, con queste parole prende posizione dopo le interviste alla “Nuova Sardegna” del Procuratore Generale di Cagliari Luigi Patronaggio e dell’ex Procuratrice Generale di Sassari Maria Gabriella Pintus che avevano parlato chiaramente di infiltrazioni di stampo camorristico e mafioso favorite dalla presenza nel carcere di Bancali di detenuti sottoposti al regime del 41 bis.
Il sindaco aggiunge che «secondo quanto confermato durante i Comitati provinciali per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, Alghero gode di un’elevata qualità della vita, sia in termini di sicurezza che di vivibilità, elementi che contribuiscono alla coesione sociale e all’attrattività del territorio. Affermare questo non significa abbassare la guardia. Al contrario, abbiamo posto fin dal suo insediamento particolare attenzione al presidio del territorio e alla sicurezza urbana. E ritengo che anche i sindaci che mi hanno preceduto, non siano mai stati indifferenti al tema».
Un impegno che passa innanzitutto attraverso la collaborazione con le istituzioni: «Abbiamo un’interlocuzione costante con la Prefettura e con le forze dell’ordine. È questa la strada che riteniamo più seria ed efficace: fare fino in fondo la nostra parte, essere pronti a cogliere qualsiasi eventuale segnale e mettere le istituzioni competenti nelle condizioni di intervenire laddove emergano elementi concreti. A settembre 2025 abbiamo inoltre inviato una formale richiesta, reiterata più volte, al Ministero dell’Interno affinché vengano rafforzati gli organici delle forze di Polizia, oggi sottodimensionati rispetto alle esigenze di un territorio a forte vocazione turistica come quello di Alghero”. Il Comune e la Prefettura hanno inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa “Prevenzione amministrativa antimafia. Iniziative nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione”, che prevede l’effettuazione sulla Banca dati nazionale antimafia di controlli più estesi e approfonditi sui titolari di licenze comunali nei settori interessati. A questo si aggiunge il protocollo sottoscritto tra Comune e Guardia di Finanza, finalizzato a rafforzare i controlli e le azioni di prevenzione in materia di tributi locali e sostegni pubblici».
«Alghero non è un Far West senza regole. È una città bella, sicura, aperta e ospitale, con una buona qualità della vita, nella quale la stragrande maggioranza delle persone vive, lavora e fa impresa onestamente. Anche la reputazione della comunità è un patrimonio collettivo che abbiamo il dovere di difendere – conclude –. Manteniamo alta la guardia di fronte a qualsiasi possibile fenomeno criminale, ma chiedo che sia difesa e tutelata l’integrità delle persone che ogni giorno vivono, lavorano e investono onestamente nella nostra città. Si agisca contro i criminali, si denunci se si è a conoscenza di elementi utili alle indagini, ma la si smetta una volta per tutte di gettare discredito sull’intera comunità perché questo non contribuisce alla soluzione dei problemi, ma rischia soltanto di generare tensioni e un danno ingiustificato alla città, ai cittadini onesti e per bene».
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