Voli da Tel Aviv a Cagliari, sit-in pro-Palestina in aeroporto a Elmas
Gli attivisti di “Giovedì bianco” chiedono lo stop ai collegamenti. L’associazione pro Israele insorge: è una caccia all’ebreo
Cagliari Clima di tensione questa mattina 20 agosto all'aeroporto di Cagliari-Elmas, dove un gruppo di circa trenta attivisti appartenenti alla sigla “Giovedì Bianco” ha organizzato un sit-in di protesta nell'area antistante i gate delle partenze. Sventolando bandiere palestinesi e al grido di "Free Palestine", i manifestanti si sono radunati in concomitanza con l'attesa del volo di linea della compagnia El Al, diretto a Tel Aviv (previsto per le 11, ma che ha registrato ritardi), al quale dovevano imbarcarsi numerosi passeggeri, tra cui diverse famiglie con bambini.
Le ragioni della protesta e le richieste degli attivisti
Al centro della manifestazione è una forte critica alle politiche estere e commerciali nazionali. In una nota ufficiale rilasciata dagli attivisti, vengono delineate in modo netto le motivazioni e le accuse mosse dalle associazioni pro-Palestina. Ecco i punti.
Denuncia della complicità governativa: gli attivisti puntano il dito contro il governo italiano, accusato di "complicità" generale con lo Stato di Israele.
Stop alle rotte aeree: la richiesta immediata è l'interruzione e il blocco delle tratte aeree dirette in Israele, ritenute inaccettabili nell'attuale contesto geopolitico.
Condanna delle azioni a Gaza e in Cisgiordania: la protesta mira a tenere alta l'attenzione su quello che gli attivisti (citando anche le posizioni dell'ONU) definiscono un "genocidio" in corso nella Striscia di Gaza, e a denunciare il presunto inasprimento di una "pulizia etnica" in Cisgiordania, richiamando specificamente i recenti fatti di Qusra.
La reazione: «Caccia all'ebreo, intervengano le autorità»
La manifestazione ha suscitato un'immediata e ferma condanna da parte dell'associazione “Chenàbura sardos pro-Israele”, guidata dal direttore Bruno Spinazzola, che ha incassato la solidarietà dell'ex presidente del Consiglio regionale sardo, Michele Pais, e la sottoscrizione di un lungo elenco di associazioni a livello nazionale. Spinazzola ha denunciato l'utilizzo dell'aeroporto come "scenografia di un meeting politico", definendo l'episodio non come un legittimo dissenso verso i governi, ma come una "caccia all'ebreo" camuffata da antisionismo. Secondo le associazioni firmatarie, si tratta di una vera e propria stigmatizzazione mirata contro semplici viaggiatori e famiglie di una società multiculturale come quella israeliana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
%20(1).jpeg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=965e8ba)