Giustizia, contratti dei precari in scadenza. I magistrati: «A rischio il funzionamento del sistema»
L’assemblea per chiedere la stabilizzazione Davanti al Palazzo di Cagliari
Cagliari Chiedono di essere stabilizzati, le lavoratrici e i lavoratori precari della Giustizia il cui contratto è in scadenza il prossimo 30 settembre. Lo hanno fatto con un’assemblea che si è svolta questa mattina, 21 settembre, davanti al Tribunale di Cagliari, dove sono rimasti in una cinquantina, parte dei 1600 rimasti fuori dalla stabilizzazione che ha riguardato invece i circa 12mila assunti a suo tempo con i fondi Pnrr. La mobilitazione è stata promossa dalla Cgil Funzione pubblica, e si svolge in tutta Italia. Ai lavoratori è arrivata la solidarietà del presidente del Tribunale, Vincenzo Amato, intervenuto a nome di tutto il personale della magistratura. “La stabilizzazione, al di là delle ovvie e pressanti ragioni personali di ciascuno dei funzionari, nasce dalla necessità di una politica e organizzazione del lavoro che dia una risposta seria al problema della giustizia. I tribunali entrano in crisi ogni volta che le risorse vengono meno, relative ai magistrati, direttori, funzionari, cancellieri. La solidarietà è totale. Non so se sarà possibile una proroga provvisoria fino a dicembre. Ma occorre un piano progettuale che consenta di lavorare finoa a uno, tre, cinque anni”. Il presidente della sezione distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, Andrea Vacca, ha letto il documento della giunta esecutiva centrale dell’Anm, nel quale si ricorda il contributo decisivo dato dal personale precario. “Rinunciare al loro impegno significherebbe arrecare un danno serio ai tribunali di tutta Italia, con un impatto significativo sulla durata dei processi e quindi sull’intero servizio giustizia. Auspichiamo un intervento per tutelare queste preziose professionalità”.
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