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Tribunale

Bimbo conteso da genitori separati: il Tribunale ordina che il piccolo torni in Germania dal padre

di Luciano Onnis

	Il tribunale dei minori a Cagliari
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Il tribunale dei minori a Cagliari

La vicenda giudiziaria riguarda una giovane coppia cagliaritana che si era separata alla nascita del piccolo

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Cagliari Il bambino di dieci mesi nato in Germania e conteso da una giovane coppia di genitori cagliaritani dovrà lasciare la Sardegna. I genitori si erano separati dopo la nascita del piccolo. Il padre era rimasto a lavorare e vivere in una città tedesca, mentre la madre era rientrata in Sardegna portando con sé il figlioletto contro la volontà del padre.

Il Tribunale per i minorenni di Cagliari ha disposto ora, con provvedimento d’urgenza in Camera di consiglio, il ricongiungimento del piccolo al padre con giudizio fondato sulla Convenzione dell'Aja del 1980 sulla sottrazione internazionale di minori e del regolamento europeo Bruxelles II-ter.

La vicenda giudiziaria è nata dal ricorso presentato dal padre, un ventisettenne originario di Cagliari assistito dall'avvocato Roberto Pusceddu, per il mancato rientro del figlio nell’agosto scorso. Il piccolo era partito con la madre per un periodo di vacanza in Sardegna di quasi due mesi a partire dal 3 luglio 2026 e fino al 23 agosto. La donna, una ventisettenne anche lei cagliaritana, assistita dagli avvocati Donatella Pistis e Giulia Farci, si era opposta al ritorno in Germania per mancanza di una effettiva residenza stabile nella città in cui si era stabilita la coppia e per le difficoltà personali e familiari incontrate in quel Paese.

Il genitore ha presentato ricorso per il mancato rientro del bimbo da lui e adesso il Tribunale dei minori - presidente Michela Capone, giudice relatrice Roberta Contu e onorari Paolo Damasco e Maria Grazia Cilio -, sentito l'intervento del pubblico ministero Maria Virginia Boi, ha ritenuto fondata l'istanza paterna e disposto il rientro del bimbo in Germania. Dagli atti processuali è emerso che i genitori avevano costituito nello Stato tedesco la responsabilità genitoriale congiunta tramite un regolare tipo di accordo “Sorgeerklärung” e che il nucleo familiare si era lì stabilito permanentemente in una determinata città tedesca, con regolari contratti di affitto di casa, attività lavorative e assistenza pediatrica. Il padre, preso atto del mancato ritorno del bimbo trattenuto in Sardegna dalla madre intenzionata a rimanere per sempre nell’isola, aveva chiesto il rientro «dovendo il procedimento per l’affidamento e il collocamento del minore celebrarsi in Germania».

Da parte sua la genitrice si era costituita in giudizio, documentando che si era trasferita in Germania nel marzo del 2025 unitamente al compagno e sostenendo di non essersi mai inserita nel mondo lavorativo, anche perché rimasta incinta poco tempo dopo l’arrivo. Quando poi era nato il bambino si era dedicata unicamente a lui in via esclusiva, senza beneficiare di alcuna rete di assistenza pubblica.

Poi nello scorso mese di luglio la relazione con il compagno è finita e la giovane madre è tornata in Sardegna portando con se il bimbo di (allora) 8 mesi. Nessun accordo sarebbe stato stabilito per il rientro il 23 agosto ed è così cominciata la querelle giudiziaria che ha avuto adesso un primo risultato con il provvedimento d’urgenza del Tribunale di minori di Cagliari: il bimbo deve essere riportato in Germania.

Il giudizio d'urgenza dei giudici minorili del capoluogo sardo non entra nel merito dell'affidamento, che sarà valutato dall'autorità giudiziaria tedesca competente, e che le difficoltà di ambientamento o i conflitti di coppia non coinvolge il rimpatrio. Il Tribunale ha disposto “prescrizioni e misure di sostegno temporanee in capo a entrambi i genitori, tramite i servizi sociali territoriali, per tutelare il diritto alla bigenitorialità e garantire la continuità dei rapporti con la madre e il padre”. L'avvocato Roberto Pusceddu ha espresso grande soddisfazione dopo il pronunciamento del Tribunale dei minori. «Sono profondamente soddisfatto per il risultato raggiunto, che rappresenta espressione di giustizia soprattutto a tutela del minore coinvolto».

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