Sassari, Massimo Oggiano investito e ucciso: il motociclista ha ammesso le sue responsabilità – Denunciato a piede libero
L’uomo, un pizzaiolo di 58 anni in fuga da domenica sera, si è costituito. I suoi avvocati: è scappato perché era in stato di choc
Sassari Si è assunto la responsabilità dell'incidente e si è messo a disposizione dell'autorità giudiziaria: l’uomo che domenica 11 ottobre ha travolto e ucciso Massimo Oggiano, 54 anni, investendolo con la moto sulle strisce pedonali di via Rockefeller, si è presentato questa mattina 13 ottobre al comando della polizia locale, accompagnato dai suoi avvocati Alessandra Rosa e Paolo Spano. Ad accoglierlo il comandante Gianni Serra, che da domenica sera coordinava le ricerche dell'investitore.
L'uomo, un pizzaiolo sassarese di 58 anni, sposato, padre di due figli, incensurato, dopo una fuga durata quasi due giorni, ha deciso di presentarsi spontaneamente alle forze dell'ordine. Non è stato interrogato e non ha rilasciato dichiarazioni, ma attraverso i suoi legali si è appunto assunto la responsabilità dell'incidente mortale.
Gli avvocati hanno ricostruito anche i momenti immediatamente successivi all'investimento, spiegando che il loro assistito, dopo essere caduto dalla moto, si era avvicinato al corpo di Massimo Oggiano, rimasto immobile sull'asfalto. Aveva tentato di sollevarlo, ma quando si era reso conto che l'uomo era morto sarebbe entrato in uno stato di choc. Sconvolto e incapace di ragionare lucidamente, avrebbe reagito d'istinto, rialzando la motocicletta e allontanandosi dal luogo della tragedia.
Una ricostruzione che coincide in parte con le testimonianze raccolte subito dopo l'incidente. La polizia locale era già riuscita a identificarlo e durante la notte aveva ritrovato la sua Suzuki V-Strom 650, con i segni dell'impatto, abbandonata nei pressi dell'istituto Industriali, non lontano dalla sua abitazione.
Il 58enne è stato denunciato in stato di libertà. La sua posizione è ora al vaglio della Procura: il procuratore Gianni Caria dovrà esaminare gli atti trasmessi dalla polizia locale e valutare i successivi provvedimenti. L'ipotesi di reato è quella di omicidio stradale, aggravato dalla fuga, mentre resta da valutare l'eventuale contestazione dell'omissione di soccorso.
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