La Nuova Sardegna

La famiglia fu risucchiata dalla condotta: i superstiti chiedono giustizia

La famiglia fu risucchiata dalla condotta: i superstiti chiedono giustizia

Portovesme, vent’anni fa quattro bambini e i coniugi Smeghi morirono annegati, l’inchiesta alla fine venne chiusa, gli altri figli e la madre dell’amichetto morto ora sollecitano la riapertura del caso

28 maggio 2014
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PORTOVESME. Sei rose bianche lanciate nel mare della tragedia e una richiesta corale: «Giustizia». Sollecitano la riapertura delle indagini sulla sciagura avvenuta il 5 agosto 1993 i familiari delle sei persone che morirono nello specchio d'acqua antistante la piccola spiaggia situata all'interno del porto industriale di Portovesme.

Una tragedia in cui persero la vita Giorgio Smenghi, di 42 anni, la moglie Pinella Trullu, di 34, i tre figli Margherita, di 15, Teresa, di 13, Roberto, di 10, e il bimbo di 11 anni di Portoscuso Mauro Salaris. La famiglia Smenghi aveva deciso di trascorrere la giornata nella spiaggia dove si trovava anche il piccolo Mauro. «A un tratto - come riporta la sentenza di archiviazione del 1997 - uno dei piccoli Smenghi e l'amichetto Mauro mentre facevano il bagno nelle acque antistanti il molo di sottoflutto, sentirono che la corrente li stava portando all'interno di una delle 13 fornici sommerse, realizzate nel molo per permettere il ricambio dell'acqua».

Immediata la richiesta di aiuto. «I piccoli si misero a gridare e i genitori si buttarono in mare», ma in quel momento scoppiò il dramma: «Smenghi e la moglie e altri figli piccoli - prosegue la fredda ricostruzione della sentenza - nel tentativo di salvare i bambini che ormai erano stati portati dalla corrente all'interno della fornice vennero a loro volta risucchiati e morirono annegati».

Dopo la tragedia scattarono le indagini e venne aperta un'inchiesta che si concluse con l'archiviazione del procedimento (28 ottobre 1997). Ora a distanza di 20 anni dal tragico evento i figli superstiti, minorenni all'epoca dei fatti, gli orfani Rosa (che aveva allora 17 anni), Gabriele (6 anni), Jessica (4) e Donatella Smenghi (di soli sette mesi), e i familiari del piccolo Mauro Salaris hanno deciso chiedere una riapertura del caso.

Per il loro appello di oggi, seguito dal lancio delle rose, hanno scelto di organizzare una conferenza stampa con i rappresentanti delle associazioni Presidio Piazzale Trento e Sardegna Pulita, proprio nella zona industriale di Portovesme, a qualche centinaio di metri di distanza dalla zona dove avvenne la tragedia.

«La signora Salaris e i familiari degli Smenghi - ha spiegato Angelo Cremone, a nome delle Associazioni - dopo tanti anni ci hanno chiesto di poter rivedere tutta la documentazione della vicenda. Ci hanno detto: vorremmo che la verità venga fuori». Una richiesta che le Associazioni nei prossimi giorni presenteranno alle autorità competenti.

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