Perù: terrorismo, disputa sul cadavere di Abimael Guzmán

Lo ha chiesto la moglie in carcere, ma si pensa a cremazione

(ANSA) - LIMA, 13 SET - Una complessa disputa è in corso sulla sorte del cadavere di Abimael Guzmán, storico leader del movimento terroristico Sendero luminoso, incarcerato da anni nella base militare di El Callao, vicino a Lima, e morto sabato scorso a 86 anni per l'aggravarsi di una polmonite bilaterale.

La moglie Elena Iparraguirre, pure guerrigliera e in stato di detenzione, ha fatto presentare una sua procura alla Procura in cui chiede la consegna dei resti del 'Camarada Gonzalo', un'istanza - scrive oggi il quotidiano La Republica - che ha poche possibilità di essere accettata.

La vicenda sembra imbarazzare le autorità peruviane, aggiunge il giornale, perché la legislazione locale non sembra disporre di norme chiare per la sua gestione.

Il governo del premier Guido Bellido, via Twitter, ha comunicato che a suo avviso la decisione sul futuro destino del cadavere spetta alla Procura che ha disposto l'autopsia per la definitiva identificazione della persona deceduta.

Tuttavia vari specialisti hanno sostenuto che se nel giro di 36 ore non vi fosse alcuna richiesta che la Procura ritenga valida per consegnare la salma, "questa sarà messa a disposizione dell'autorità sanitaria, cioè del ministero della Salute, dipendente dal Governo".

Il problema principale da risolvere, per chiunque debba assumere la decisione finale, è che si eviti che una eventuale tomba di Guzmán diventi un punto di riferimento e di ispirazione per chi volesse abbracciare l'ideologia di Sendero luminoso, movimento decimato, ma ancora in vita.

Di fronte a questa situazione, ex agenti del Gruppo speciale di intelligence (Gein) che catturano 'Gonzalo' 29 anni fa hanno proposto che il corpo venga cremato e le ceneri gettate in mare.

Giuristi hanno commentato che ciò sarebbe possibile "se per questo si creasse rapidamente una cornice legale". (ANSA).

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