La Nuova Sardegna

Nuoro

Arrestato un ex vigilante era il “grossista” di pistole

di Simonetta Selloni
Arrestato un ex vigilante era il “grossista” di pistole

Dopo i fermi di una settimana fa, finisce in manette anche un 42enne nuorese Secondo la polizia c’era il concreto pericolo che venisse compiuto un delitto

12 luglio 2012
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NUORO. Gli arresti di Roberto Congiu e Pietro Farina, la morte di Santino Fois, lo sfortunato panettiere stroncato da un infarto durante una perquisizione della polizia; succedeva il 6 luglio scorso, e non erano episodi slegati, come era sembrato, ma tasselli di un unico mosaico di cui si compone una complessa indagine condotta dalla Squadra mobile della questura di Nuoro su un traffico d’armi. L’ultimo atto si è compiuto ieri mattina, con l’arresto di una guardia giurata, o meglio ex: G.A., 42 anni, di Nuoro. Non se ne conosce il nome, il Gip Silvia Palmas lo ha mandato ai domiciliari. È il perno attorno al quale ruoterebbe l’indagine e che, almeno così ritengono gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Andra Vacca, non si limiterebbe ad un traffico di armi – peraltro di grosso calibro, come P 38 e 357 magnum con un corredo di oltre 400 munizioni – : i primi due, Congiu e Farina, avrebbero avuto in animo di farla pagare molto cara a un rivale di Congiu, forse per un debito non saldato. Il loro arresto scaturisce proprio dal fatto che gli uomini della Squadra mobile, coordinati da Fabrizio Mustaro, ne seguivano le mosse e sopratutto ne ascoltavano le conversazioni. E venerdì scorso, quando Congiu sarebbe andato da Farina per acquistare la P38 Smith & Wesson, ottenuta dall’ex guardia giurata, i due avrebbero chiaramente fatto riferimento a una spedizione punitiva. Che bisognava fermare, anticipando i tempi dell’operazione.

Ora, a rifornire i due dell’arma ma anche delle munizioni (a casa di Farina, in via Monsignor Cogoni, c’erano 145 cartucce calibro 38, 7,65 e 357 magnum), sarebbe stato proprio l’ex guardia giurata. Che, perso il lavoro qualche settimana fa, avrebbe ottimizzato il varco temporale creatosi tra la perdita del lavoro e la revoca della licenza di guardia giurata co la conseguente revoca del porto d’armi. Inaugurando i saldi con buon anticipo, si sarebbe dato da fare in armerie di Nuoro, Olbia, Oristano: sette pistole acquistate, oltre 400 munizioni. A fronte di un costo di un migliaio di euro l’una, le avrebbe già rivendute, anche al doppio: mettendosi in tasca però circa 500 euro per arma. G.A. si è mosso velocemente, anche troppo: e questo suo agitarsi non poteva passare inosservato agli occhi esperti dei poliziotti, che controllano le armerie (nella provincia di Nuoro sono 28) per capire se l’andamento degli acquisti registri impennate ingiustificate. Da lì è nata l’inchiesta: dal controllo operato dalla squadra mobile di Nuoro che ha notato in una manciata di giorni l’acquisto di ben 7 pistole, da parte di una persona che stava per perdere il titolo a compierli, quegli acquisti. Armi tutte rivendute: e dal momento che G.A. qualche ammissione l’avrebbe fatta (non a caso è ai domiciliari), bisogna capire anche chi lo ha finanziato: per poter acquistare tutte quelle armi, l’ex guardia giurata non avrebbe potuto, da solo: perdere il lavoro, inventarsi grossista della mala e fare la spesa di pistoloni.

Il Gip Silvia Palmas ha convalidato gli arresti di Farina e Congiu (difesi dagli avvocati Gianluigi Mastio il primo, David Piredda e Laura Sanna il secondo) ma ha evidenziato la mancanza di indizi a carico di Fois, al di là della tragica e inaspettata fine del panettiere. L’inchiesta prosegue per gli altri, come la ricerca delle pistole già smerciate tra gli acquirenti. Che hanno pagato cash, ovviamente. Oggi l’interrogatorio di garanzia per l’ormai ex guardia giurata.

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