Strage di randagi nella zona industriale di Nuoro

Sei cuccioli straziati a colpi di pietra. Maria Paola Boneddu (Enpa): un atto di crudeltà inaudita, abbiamo denunciato

NUORO. Due avevano già trovato una famiglia pronta ad adottarli, gli altri li avrebbero seguiti probabilmente di lì a poco. Ma è finita davvero male, purtroppo, in queste ore, per i sei cagnetti meticci di Pratosardo che i volontari dell’Enpa su internet avevano ribattezzato come “i figli di Bonnie”, dal nome della loro mamma. Uno è stato ucciso a colpi di pietra nel ricovero di fortuna, vicino all’Ipsaa di Pratosardo, due sono stati ammazzati, con una crudeltà inaudita, con un bastone. Altri tre, invece, non si sa che fine abbiano fatto: ma a quanto pare nemmeno loro sono riusciti a evitare la ferocia dell’uomo.

«Non è giusto che sia finita così, stavamo seguendo quei cagnetti da qualche tempo. Chiunque arrivi a uccidere sei animali innocenti in questo modo, per pura cattiveria, può fare qualunque cosa. Ma sappia che l’Enpa nuorese ha denunciato tutto e farà qualunque cosa perché non passi impunito»: a Maria Paola Boneddu, responsabile della neonata sezione provinciale dell’Enpa, l’ente nazionale per la protezione degli animali, quando lo racconta gli occhi sprizzano un miscuglio complicato di rabbia e desiderio di giustizia. «È stata una scena che non avrei mai voluto vedere – racconta – ieri mattina, dopo mezzogiorno ho ricevuto una telefonata anonima sul mio cellulare. Una voce mi ha detto soltanto: “Ci sono cani feriti vicino al centro commerciale di Pratosardo”. Ovviamente ho capito subito a quali cani si stavano riferendo: erano i cuccioli nati venti giorni prima, figli di due dei tanti branchi di randagi che girano a Pratosardo. Li avevamo ribattezzati i figli di Bonnie, perché così chiamiamo la mamma. Come associazione, ma anche in qualità di volontari, a titolo personale, li stavamo seguendo da tempo, con l’obiettivo di costruire un percorso graduale che poi avrebbe portato, con il coinvolgimento di Comune e Asl, a un percorso di sterilizzazione, l’unica vera strada per evitare che i cani randagi continuino a moltiplicarsi. Nell’attesa, però, i cani di Pratosardo li stavamo accudendo, con l’intento soprattutto di toglierli al più presto dalla strada».

Purtroppo, sulla strada di questo percorso, evidentemente ci si è messo di traverso un gruppetto di persone che l’Enpa stesso non esita a definire “le vere bestie”. «Quei cuccioli avevano appena 20 giorni, e non stavano facendo male a nessuno, come del resto i loro genitori – spiega ancora Maria Paola Boneddu – mi chiedo chi possa essere stato capace di commettere questo gesto così crudele e gratuito. Quei cuccioli, stavamo cercando di sistemarli nelle famiglie, un paio avevano già trovato i potenziali padroni. Poi è successo quello che è successo, una vera tragedia, che ha interrotto tutto il percorso e ci ha sconvolto. Quando sono arrivata sul posto, la mamma dei cuccioli, Bonnie, latrava disperata vicino al cavalcavia. Come associazione abbiamo denunciato tutto alla polizia, sappiamo che si stanno visionando i filmati di alcune telecamere. Chi commette questi atti rischia una pena pesante, e siamo pronti anche a costituirci parte civile in un eventuale processo. Questi non la devono passare liscia».

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