Don Loi: «Non sono razzista»

Lotzorai, il parroco si difende dalle accuse a proposito del ministro Kyenge

LOTZORAI. «Ma quale razzismo, io la penso in altro modo. Purtroppo c’è chi ha frainteso ed è successo tutto questo rumore senza motivo. Sono molto rammaricato da questa faccenda». Minimizza don Alessandro Loi, il parroco di Sant’Elena Imperatrice a Lotzorai che ieri pomeriggio era in viaggio dal piccolo centro costiero , verso la curia di Lanusei, chiamato a rapporto dal vescovo Antioco Piseddu. In un post su facebook, il prete aveva commentato la nomina a ministro di Cécile Kyenge. «C’era proprio bisogno di un ministro di colore? Con tutto il rispetto per la signora. E poi è sempre una extracomunitaria! A quando un ministro italiano in Congo? Il ministro Kyenge sogna un’Italia di immigrati, noi sognamo un’ Italia di italiani! Non sono razzista, ma mischiare le razze può essere pericoloso». Parole che hanno avuto l’effetto di una bomba, tanto da far intervenire anche il sindaco del paese, Antonello Rubiu. «Sono molto dispiaciuto per il comportamento del nostro parroco che sicuramente è uscito fuori dal seminato, noi tutti nella nostra comunità abbiamo un parere opposto al suo», dice. Don Loi si difende: «Le frasi estrapolate da un discorso o da uno scritto producono questo effetto – ribatte –. Mi rifiuto di essere definito razzista, perché non lo sono, non fa parte dei miei ideali. Quello che ho scritto è stato frainteso. La domanda sul ministro di colore, ci sta, se la sono fatta in tanti. Solo che la mia è stata messa sotto una lente di ingrandimento senza motivo. Non c’è nessun razzismo da parte mia – conclude –. Lo sanno tutti quelli che mi conoscono, per il modo con cui tratto gli stranieri». (n.mugg.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes