Sono 84 le famiglie in povertà estrema

Macomer, con i redditi in picchiata aumentano le richieste ai Servizi sociali: il Comune ha speso un milione e 200mila euro

MACOMER. Redditi in picchiata a causa della crisi e a Macomer cresce la domanda di assistenza che i Servizi sociali del Comune continuano a garantire, pur con mille difficoltà dovute ai tagli dei trasferimenti regionali e statali. Nel 2013 nelle casse comunali sono arrivati 700 mila euro in meno di contribuzioni statali e regionali. Nonostante la minore disponibilità di risorse, i Servizi sociali sono riusciti a rispondere alle necessità della gente, soprattutto a quelle dei meno abbienti, spendendo poco più di un milione e 200 mila euro. L’assistenza non è mai venuta meno, anche se il bisogno tende a crescere e le risorse scarseggiano. Nel 2013 il Comune ha coperto con fondi propri i costi dell’assistenza a famiglie e persone in difficoltà economiche che rischiavano di piombare in una situazione da terzo mondo. Sono 84 i nuclei familiari ai quali sono stati pagati affitti e bollette o sono stati acquistati beni di prima necessità. «Molte sono famiglie con bambini – spiega l’assessore ai servizi sociali, Rossana Ledda, – praticamente con questi interventi siamo venuti incontro a più di 250 persone, quasi il 2,5% della popolazione di Macomer che vive in una condizione di estremo bisogno». A 48 adulti, per la gran parte anziani, è stata garantita l’assistenza domiciliare, 17 sono stai inseriti in istituti e 14 nel centro polivalente di Macomer. Per la prima infanzia sono in atto venti interventi di assistenza per il pagamento delle spese mediche. I servizi sociali si sono occupati dell’inserimento lavorativo di cinque disabili. Quatto disabili sensoriali sono stati aiutati venendo incontro alle loro necessità. Gli altri interventi riguardano i contributi a 11 ragazze madri, il servizio civico che ha interessato 48 persone (lavorano tre ore al giorno e percepiscono da 260 a 400 euro al mese in base al nucleo familiare). Il comune ha pagato anche l’assistenza scolastica ai portatori di handicap e a studenti bisognosi. «La domanda – dice l’assessore Ledda – supera la capacità di erogare servizi consentita dalle risorse. Nel 2013 abbiamo speso 1,2 milioni di euro, tutti a carico del bilancio comunale. Stiamo lavorando per sostituire l’aiuto economico per l’acquisto di beni primari con vaucher alimentari. Aiutiamo chi ha bisogno. La gente bussa da noi anche per un piatto di pasta». L’orientamento dell’amministrazione comunale è quello di spostare gli aiuti economici verso il servizio civico. «La stragrande maggioranza delle persone in difficoltà economiche che ho ricevuto in questi mesi chiedeva lavoro – prosegue Rossana Ledda –, ricevere aiuto economico in cambio di una piccola prestazione per la comunità è più dignitoso. Resta l’assistenza senza contropartita per chi non può lavorare. Chi ha bisogno continuerà a essere assistito».

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