La Nuova Sardegna

Sassari

Il sopralluogo

L’allevamento di suini a Caniga, il blitz: non autorizzato, da chiudere entro 30 giorni

Caniga l'interno di uno dei capannoni per l'allevamento intensivo di suini
Caniga l'interno di uno dei capannoni per l'allevamento intensivo di suini

Sul posto anche polizia locale, Città Metropolitana e Forestas: i 1600 maiali presenti devono essere spostati e l’attività cessare

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Sassari L’allevamento di suini a Caniga, da settimane al centro di un duro scontro tra l’azienda e l’amministrazione comunale, deve essere “depopolato” dei 1600 maiali presenti entro trenta giorni, e sospendere immediatamente l’attività.

L’intimazione al termine di un sopralluogo congiunto questa mattina, mercoledì 7, nell’ex pollaio in località Maccia d’Agliastru, del servizio Venterinario dell’Asl al settore Ambiente della Città Metropolitana, la polizia locale del Comune di Sassari e Forestas.

Un blitz durante il quale di fatto si è rilevato che l’azienda non aveva autorizzazione ad operare, a seguito della sospensione in autotutela della “Dua a zero giorni” presentata il 25 giugno dalla ditta Antonio Moro e revocata dal Comune a dicembre.

Non sono mancati momenti di tensione, con una decina di residenti, fermamente contrari all’allevamento, che si sono avvicinati ai cancelli cercando di entrare nell’azienda. La situazione è però rapidamente tornata alla calma. Già annunciato il ricorso al Tar da parte dell’azienda, che ha detto di avere messo l’intera pratica in mano a un avvocato ma che ora dovrà dare prova nei prossimi giorni di avere avviato il “depopolamento” e sospeso l’attività. In caso contrario ad accendersi potrebbero essere i fari della Procura, che potrebbe arrivare a sequestrare l’attività.

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