Famiglia resta senza casa a Tortolì: costretti a dormire in quattro nell'auto

Maurizio Cuccu, sua moglie e i due figli non hanno più un tetto dove stare: «Sfrattati, senza lavoro e senza soldi»

Da quest’oggi, visto che lo sfratto è oramai divenuto esecutivo, non avranno più un tetto dove stare insieme ai loro due figli di 11 e 12 anni. E una volta fuori dall’abitazione che avevano in affitto nella via Alfieri, nella zona a ridosso della spiaggia di San Gemiliano, a Maurizio Cuccu, 47 anni, operaio tortoliese, disoccupato, e alla moglie Maddalena Conciatori, di 34 anni, insieme alla figlia e al figlio, non resterà che dormire nella loro Renault Clio.

Un ennesimo dramma sta per consumarsi nel capoluogo e costiero dell’Ogliastra, dove le richieste di aiuto economico, al Comune, alla Chiesa, e alle associazioni di volontariato, sono diverse centinaia. Maddalena Conciatori è molto triste, anche perché non è la prima volta che si trova a dovere fare fronte a difficilissime situazioni.

«Mio marito Maurizio – dice affranta la donna – non lavora da poco meno di un anno. Vista la gravissima situazione economica che si registra anche qui, speriamo che il Comune possa richiamarlo per qualche cantiere lavoro. Ma ora, il nostro problema assillante è riuscire a ottenere un aiuto dal Comune, per poter avere una casa in affitto. Essendo un centro turistico, a Tortolì-Arbatax, il prezzo più basso anche per un piccolo appartamento è di almeno 350 euro mensili. Ma tra caparra, due o tre mensilità anticipate, servono 1500 euro.

Maurizio Cuccu e la moglie, anche ieri mattina sono stati in Comune, ai Servizi sociali, per chiedere un aiuto. «Ma anche questa volta – precisano i due coniugi tortoliesi – ci hanno detto che possono darci un aiuto straordinario pari a 350-400 euro, non di più. Perché sono sempre più numerose le famiglie che chiedono un intervento dell’amministrazione per cercare di andare avanti. Questo lo capiamo bene, ma la nostra è una situazione realmente drammatica: da domani (oggi per chi legge ndr) non avremo più un tetto. E con i nostri due figli ci troveremo costretti a dormire in auto». Dice ancora la donna: «Se Maurizio avesse avuto un lavoro non ci sarebbe stato bisogno di chiedere aiuto al Comune. Ma è da circa un anno che non lavora».

Per ironia della sorte, se fossero stati completati i primi 30 alloggi popolari di Area nel quartiere Is Cogottis, lato parco comunale La Sughereta, la famiglia Cuccu non avrebbe avuto problemi, visto che si trova al 18esimo posto nella graduatoria definitiva stilata dall’apposita commissione comunale e pubblicata a fine novembre dello scorso anno.

Sono 56 i residenti che, in base alla graduatoria definitiva, avranno un’abitazione relativa al bando Erp (Edilizia residenziale popolare). Area (ex Iacp, ovvero Istituto autonomo case popolari) sta già realizzando 30 abitazioni nella zona del quartiere Is Cogottis, e altri 26 li realizzerà nella zona di Is Tanas.

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