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Nuoro

Agnello Igp, parte l’iter per il premio di qualità

di Antonio Bassu
Agnello Igp, parte l’iter per il premio di qualità

Sono cominciate le riunioni e gli incontri ad hoc della conferenza Stato-Regioni Bussu: bisogna restituire dignità a tutti coloro che lavorano in questo comparto

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NUORO. Sono cominciate le riunioni della conferenza Stato-Regioni sul premio di qualità per l’agnello Igp di Sardegna, che prevede un incentivo di 10 euro a capo certificato, il percorso per attestare tutte le produzioni, a fronte di circa 14.000 aziende di allevamento. Solo circa 4000 sono inserite nel sistema di certificazione. Siamo così a circa un terzo della produzione rispetto ad una potenzialità di almeno 1.500.000 capi. Il Contas ritiene importante – secondo il presidente Salvatore Bussu – questa fase di discussione. Tanto che si raccomanda che le istituzioni siano interessate a far uscire dalla marginalità un comparto, quello ovicaprino, spesso ritenuto secondario.

Tanto che auspicano che ciascuno faccia la propria parte per restituire dignità al lavoro degli operatori del settore, facendo la scelta strategica di valorizzare una produzione prettamente mediterranea e a basso impatto ambientale. Il sostegno accoppiato – sottolinea Bussu – potrà contribuire a non aggravare ulteriormente le difficoltà di carattere economico della filiera, evitando di acuire tensioni sociali, già forti, e a non pregiudicare, con la chiusura di numerose aziende pastorali, la cura dell’ambiente e il presidio dei territori montani e collinari della Sardegna. La prima proposta ministeriale non prevedeva niente per il comparto ovi-caprino.

Ad oggi qualcosa è cambiato e il comparto ovicaprino è ricomparso nel quadro dei sostegni accoppiati, grazie al lavoro svolto dall’assessore regionale Elisabetta Falchi, che ha svolto, insieme alle associazioni agricole, ai consorzi di tutela delle altre due associazioni, volta a far valere l’importanza del settore ovino nell’economia, rappresentando un comparto produttivo importante dal punto di vista economico. Quindi nel solco delle linee guida della Pac, incentrata sulla sostenibilità ambientale e culturale.

La Sardegna, che detiene il 45% del patrimonio ovino italiano, circa 3 milioni di capi della razza ovina autoctona, ha un’economia fortemente incentrata sulle attività di produzione e trasfomazione legata al settore agropastorale. Il Contas manifesta forte preoccupazione per la mancanza di un congruo sostegno – afferma la direttrice Patrizia Pitzalis – alla Igp agnello di Sardegna, che porterebbe ad una battuta d’arresto nell’identificazione e certificazione. Nel 2013 sono stati certificati 506.504 agnelli Igp sardi, 200.000 abbacchi romani Igp e 50.000 Igp del centro Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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