Parla l’amante di Rocca: volevo lasciarlo, diventò violento
È ripreso dopo quattro mesi a Nuoro il processo al dentista per l’omicidio della moglie Dina Dore
NUORO. «Ho lasciato Francesco Rocca un anno e mezzo dopo il delitto di Dina Dore, nell'agosto 2009, perché era diventato sempre più violento ed attaccato morbosamente a me». Lo ha detto questa mattina alla Corte d'Assise di Nuoro, Anna Guiso, l'amante di Rocca, il dentista di Gavoi a processo con l’accuisa di essere il mandante dell'omicidio della moglie avvenuto il 26 marzo 2008.
Anna Guiso, già sentita a fine gennaio quando dichiarò che temeva per la sua vita, è uno dei testimoni principali del processo per l’omicidio di Dina Dore ripreso oggi dopo quattro mesi di interruzione per lo sciopero degli avvocati.
Rocca, secondo l’amante e assistente di studio del dentista, sarebbe diventato violento quando avrebbe scoperto che lei lo voleva lasciare: «Mi lanciava gli occhiali addosso, talvolta cercava di prendere la pistola dal cruscotto dell'auto non so con quale intenzione, ma a questo gesto mi opponevo puntando i piedi per non fargli aprire il cruscotto. Diverse volte, inoltre, ha minacciato di buttarsi dall'auto in corsa. Per me era troppo e ho deciso di lasciarlo».
Quanto a Dina, ha detto Anna Guiso, Rocca «diceva di lei che non la sopportava più, che la odiava. Mi diceva che il giorno dell'omicidio della moglie per lui è stato Ferragosto, una festa, rispetto al giorno in cui gli ho comunicato che lo volevo lasciare».
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