La Nuova Sardegna

Nuoro

“Primavera” oltre tutte le aspettative

di Tito Giuseppe Tola
“Primavera” oltre tutte le aspettative

Macomer, grande successo della manifestazione nonostante il Corso Umberto sia ancora dissestato per i lavori

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MACOMER. Il risultato ha superato le aspettative. Primavera nel Marghine ha registrato un afflusso di presenze che sono andate oltre quelle attese dagli organizzatori. Nonostante il Corso dissestato dai lavori di riqualificazione che non invogliava la passeggiata e per quanto domenica negozi e molti bar fossero chiusi, tantissima gente proveniente da tutte le parti della Sardegna ha raggiunto Macomer per visitare le vecchie case del centro storico che hanno aperto le porte ai visitatori proponendo il meglio delle produzioni locali dell’artigianato artistico e dell’agroalimentare. Il boom delle presenze si è registrato nei pomeriggi di sabato e domenica. Le esibizioni dei cori Melchiorre Murenu e Città di Macomer e dei gruppi folk Tradizioni Popolari e Santa Barbara hanno fatto da contorno e da sfondo alla grande festa del centro storico che ritorna dopo cinque anni. Macomer non ha un centro storico come quello di Bosa o, nel suo piccolo, come quello di Bortigali, ma la città vecchia che ha fatto da cornice alla rassegna ha comunque degli aspetti suggestivi, anche se limitati a non molti edifici che si sono salvati da restauri e ristrutturazioni selvagge. La Pro Loco, alla quale è stata affidata l’organizzazione, e l’assessorato comunale alle attività produttive ce l’hanno messa tutta per dare alla manifestazione quel tocco che ne fa qualcosa di diverso da un mercatino che resta aperto per due giorni. L’assessore Rossana Ledda è soddisfatta del risultato. «Ho visto la Macomer che mi piace – dice –, quella generosa che ci crede, ci prova, collabora e condivide, quella propositiva e inventiva, quella che tira avanti comunque, che si reinventa e non si arrende, la Macomer che produce e innova, ma soprattutto quella che si aggrega, sorride e accoglie. Primavera nel Marghine va oltre la grande fiera nel centro storico. Mi verrebbe in mente un centro di aggregazione naturale, qualcosa che si realizza con sempre meno risorse finanziarie a disposizione e sempre più risorse umane che producono risultati come questo. Vi sembra poco? Grazie a tutti per questo risultato che non è da poco».

Tra le iniziative più simpatiche della manifestazione il concorso “Prima vera bici” che ha premiato la bicicletta più originale. I concorrenti hanno rimesso a nuovo una vecchia bici addobbandola con ricami, pizzi e tutto ciò che poteva renderla unica. La giuria ha premiato la bici allestita da un gruppo di donne. Il telaio bianco e rosa, le scarpette rosse e un ricamo all’uncinetto, oltre a creare un effetto molto gradevole, richiamavano l’attenzione sul problema della violenza alle donne. In palio c’era una mountain bike fiammante. Appena proclamate, le vincitrici hanno chiesto di poterla regalare a qualche ragazzo bisognoso o, comunque, a una persone che ne ha necessità, e l’hanno consegnata ai servizi sociali. Nelle vecchie case non c’erano solo prodotti da assaggiare o da comprare, ma anche curiosità che hanno richiamato l’interesse dei visitatori, come la mostra di fotografie dell’associazione Kairos, alla quale aderisce un gruppo di fotografi dilettanti, che lo è solo perché non lo fa come professione. Le opere esposte, oltre alla conoscenza della tecnica, mostravano la capacità di cogliere i significati profondi dell’immagine ripresa, come nella foto di una ragazza, Maria Luisa Mura, che in uno scatto ha raccontato gloria e decadenza del polo ferroviario di Macomer.

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