La Nuova Sardegna

Nuoro

Un patto per rilanciare l’economia

di Tiziana Simula
Un patto per rilanciare l’economia

L’appello di Confindustria e sindacati ai parlamentari e consiglieri regionali: «Muoversi uniti per fronteggiare l’emergenza»

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NUORO. Disoccupazione alle stelle, economia al collasso, infrastrutture ridotte all’osso e lo spettro dello spopolamento sempre in agguato. È un territorio che soffre, il Nuorese. Che cede giorno dopo giorno sotto i colpi di una profonda crisi economica e sociale. Qui, nel cuore dell’isola, ancora più pesante rispetto alla già grave recessione in atto a livello regionale.

La sinergia. «Questa è una vera emergenza: bisogna muoversi uniti». È l’appello che Confindustria Sardegna centrale, insieme alle tre organizzazioni sindacali del territorio, hanno lanciato ieri ai parlamentari e ai consiglieri regionali del Nuorese: a loro, gli industriali e le parti sociali, hanno chiesto di farsi portavoce in Regione e al Governo, di un piano di rilancio e sviluppo per la Sardegna centrale e le sue zone interne. Un’area dove su una forza lavoro di 138mila unità, gli occupati sono appena 53mila, che conta 6mila disoccupati e ben 79mila inattivi. Dove nel 2012 sono stati autorizzati 3,7 milioni di ore di cassa integrazione. E che risulta all’ultimo posto in Italia per dotazione di infrastrutture, ma che, a fronte di ciò, riceve solo briciole in termini di finanziamenti per le infrastrutture (0,8% delle risorse su 2,5 miliardi stanziati a livello regionale).

La vertenza. «Occorre un progetto ad hoc per invertire la tendenza», ha detto il presidente di Confindustria, Roberto Bornioli. Che insieme ai segretari territoriali di Cgil, Cisl, e Uil, Salvatore Pinna, Michele Fele e Felicina Corda, hanno rilanciato la “vertenza Sardegna centrale” e presentato ai parlamentari e ai consiglieri regionali presenti all’incontro, i sei punti sui quali chiedono venga costruito un piano per rimettere in moto il territorio. «Sei azioni strategiche su cui basare l’elaborazione di un Progetto per la Sardegna centrale e le sue zone interne che, chiediamo a gran voce, siano tra le priorità dell’agenda politica della nuova giunta», hanno ribadito i promotori. «I soldi ci sono, basterebbe utilizzare le risorse europee», ha sottolineato Bornioli.

I sei punti. I punti proposti riguardano la valorizzazione dell’ambiente a fini turistici e produttivi, con la costituzione di aree protette e la promozione dell’agroalimentare; investire nell’industria della cultura; elaborare un Piano per le infrastrutture, anche alla luce del fatto che la provincia è agli ultimi posti in Italia per dotazione infrastrutturale; sostenere le imprese; decentrare l’amministrazione regionale, attuando il trasferimento a Nuoro dell’ assessorato regionale all’Ambiente e del Corpo forestale. Infine, investire sull’università e l’alta formazione.

Le precondizioni. «A monte del nostro progetto poniamo due precondizioni fondamentali per la crescita – hanno chiarito Bornioli e i tre sindacalisti –: la prima, salvaguardare e consolidare i settori e le attività produttive esistenti. La seconda, salvaguardare la sanità e la scuola, servizi essenziali, senza i quali il territorio è destinato allo spopolamento».

I sindacati. «Dobbiamo rivendicare uniti un nuovo patto di sviluppo perché questa è una vera emergenza, non possiamo andare avanti da soli», ha detto Salvatore Pinna, segretario territoriale della Cgil. «Bisogna allentare il patto di stabilità e accelerare sui tempi di ricostruzione dei danni provocati dall’alluvione», ha proseguito Michele Fele, segretario territoriale della Cisl, che ha messo l’accento anche sulla valorizzazione dei prodotti di nicchia e sulla nascita di aree protette che partano dal basso. «Dobbiamo coinvolgere tutte le parti e muoverci uniti, perché succede spesso che si fanno i tavoli e poi, però, ci si perde o si danno risposte solo alle emergenze del momento – ha ribadito Felicina Corda –. Dovete affiancarci, consigliarci sulle strade da percorrere per ottenere le risposte di cui il territorio ha bisogno», ha concluso, rivolgendosi ai parlamentari e ai consiglieri regionali.

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