Rinnovata la questua per San Sebastiano
DESULO. «Santu Sobostianu bos abbisittada»-«Ene eniu a Santu Sobostianu». Ogni desulese conosce questa litania che fin da piccoli si impara ad ascoltare alle idi di maggio, quando il comitato va in...
DESULO. «Santu Sobostianu bos abbisittada»-«Ene eniu a Santu Sobostianu». Ogni desulese conosce questa litania che fin da piccoli si impara ad ascoltare alle idi di maggio, quando il comitato va in giro per raccogliere gli oboli per la festa di San Sebastiano. E quest’anno il comitato di Asuai ha deciso di fare le cose in grande riproponendo il rito così come era in passato. Oltre a su sonadore, sono comparsi anche i cavalieri e la processione di questuanti è stata accompagnata anche dai muttos. In ogni casa il comitato presieduto da Soboeddu Floris ha sostato recando il santo. Il tempo di un invito, un’offerta e via di casa in casa.
«È un rito molto suggestivo – spiega il sindaco Gigi Littarru – che affonda radici nel passato e la sua riproposizione recupera una parte di quella storia che rischiamo di perdere. Ben vengano queste iniziative». Molti i figuranti, dalle sorelle Floris “Manuele”, alle sorelle Peddio, a Peppinedda Vrore e ai cantadores Soboi Zanda, Davide Peddio, Bengasi e Tonino Deidda. «Il paese ci ha risposto alla grande – ha detto Nannino Fadda, presidente dell’associazione culturale – segno che il lavoro sulla tradizione deve proseguire».
La manifestazione è stata ripresa da una troupe televisiva, guidata dal presentatore Ottavio Nieddu, che userà i materiali per uno speciale su San Sebastiano ad Asuai. (g.m.)
