La Nuova Sardegna

Nuoro

Entra nelle scuole la tradizione del canto a tenore

di Francesco Pirisi

Coinvolti gli studenti di Mamoiada, Torpè e Siniscola L’iniziativa è dell’associazione che raggruppa 130 cori

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NUORO. Prosegue nei paesi dell’interno il lavoro di formazione tra i ragazzi sul canto a tenore. L’ultimo progetto ha coinvolto le scuole di Siniscola, Torpè, Mamoiada e di due centri fuori provincia: Benetutti e Abbasanta. Nel comune dell’alto Oristanese sabato scorso la chiusura dell’attività con un saggio di tutti gli allievi che hanno preso parte ai laboratori. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Tenores Sardigna”, a cui fanno capo oltre 130 cori “a cuncordu” (“cuntzertu”, “cussertu” o “ussonu”, a seconda del lessico dei vari paesi).

L’attività sul campo è stata portata avanti da alcuni esperti, che hanno parlato di canto a tenore - con le varie specificazioni per le diverse aree geografiche - di lingua e cultura sarda. Coinvolti i cori di canto tradizionale nei cinque paesi, che si sono assunti il compito dell’insegnamento pratico, con l’interpretazione di “ottave” e “sonetti” e l’accompagnamento degli allievi nelle prove di canto. Un incarico anche per alcuni docenti delle stesse scuole, che hanno costituito la cinghia di trasmissione tra i ragazzi e il sodalizio dei “tenores”.

Il progetto ha coinvolto le medie degli istituti comprensivi di Torpè, Mamoiada, Benetutti e Abbasanta, mentre a Siniscola il canto “a cuncordu” è entrato nelle aule del liceo scientifico “Michelangelo Pira”. Per l’associazione, il commento del presidente Salvatore Ghisu, di Alà dei Sardi: «Il bilancio è indubbiamente positivo, sia per la qualità della partecipazione da parte degli allievi, che hanno mostrato di appassionarsi ogni giorno di più al canto e alla cultura musicale sarda, sia per il buon livello di apprendimento delle competenze trasmesse da parte degli stessi alunni».

La prova del risultato anche nella nascita in ogni laboratorio di un coro di ragazzi, che potrebbero rappresentare il ricambio per il futuro più o meno vicino dei “tenores” del proprio paese. Un primo travaso di tradizione e di abilità è stato fatto proprio in questi corsi. Le “voci” dei gruppi locali hanno affiancato i ragazzi nell’ascolto delle diverse espressioni di canto (“a sa seria”, “a boche ‘e ballu” e “a boche ‘e notte”, e insieme i “mutos”), per poi prenderli per mano nella prova pratica, per l’iniziazione nei compiti di “voche”, “mesu voche”, “basciu” e “contra”.

Ancora Ghisu: «Si è fatta più attività pratica che lezioni frontali. Oltre a cimentarsi nel canto, gli allievi hanno scritto dei testi poetici e realizzato interviste agli esponenti locali del canto corale antico. Produzioni che aiutano il passaggio dei saperi e quell’appropriarsi nei giovani della tradizione che né arricchirà il bagaglio culturale e umano».

Le produzioni andranno a comporre un dvd multimediale, che sarà distribuito dalle scuole, insieme all’associazione “Tenores Sardigna” e alla fondazione Banco di Sardegna, istituzione che ha sostenuto finanziariamente il progetto. Ad Abbasanta sabato si è chiusa anche l’altra rassegna portata avanti dal sodalizio, nato nel 2006 all’indomani del riconoscimento dell’Unesco per il canto a tenore come patrimonio immateriale dell’umanità. Ventotto tappe, dalla Gallura, al Logudoro, al Nuorese, con passaggi in Campidano e Ogliastra. La ricetta è stata identica: incontri nelle scuole e conferenze su canto, poesia e lingua.

In mezzo l’esibizione dei 130 corsi del sodalizio, divisi in piccole rappresentanze nei diversi appuntamenti, che non hanno lasciato fuori quei paesi (da Orgosolo, a Orune, da Orosei a Seneghe) dove la tradizione è da sempre ricca e diffusa nella comunità.

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