Appello di Fele (Cisl) «Ottana è prioritaria per le zone interne»
Sindacati e Confindustria con un’unica proposta di sviluppo «L’impatto ambientale deve essere sempre certificato»
NUORO. «La proposta di sviluppo della Sardegna centrale e delle sue zone interne presentata da Cgil, Cisl, Uil, e Confindustria con il coinvolgimento della Provincia e del comune capoluogo in modo aperto a chi vuole dare il proprio contributo, associazioni di categoria e altre amministrazioni, rappresenta una vera e propria pietra miliare di proposta dal basso per un rilancio economico e culturale della parte geografica sarda più emarginata nel panorama politico regionale». È il segretario generale Cisl nuorese Michele Fele a rilanciare il dibattito intorno al recente «testo presentato ai parlamentari sardi espressione di questo territorio e ai consiglieri regionali barbaricini». Un testo che «non vuole essere una semplice enunciazione senza costrutto bensì un nuovo modello di sviluppo che a differenza del passato non insegue i sogni e le ricerche di salvatori della patria che arrivano da oltre tirreno». «Probabilmente per tanto tempo, seconda Repubblica, sindacati e Confindustria, hanno maturato un’idea che il vuoto lasciato dai politici di un tempo poteva essere colmato con la supplenza delle parti sociali, l’accoglienza tiepida che ne è venuta fuori probabilmente dimostra che la politica vuole riappropriarsi del suo ruolo che un tempo le è appartenuto».
«Noi siamo ben felici se questo avvenisse – sottolinea il numero uno della Cisl nuorese –, poiché come si dice in gergo ognuno deve fare il suo mestiere. Purché si faccia! Non è questione di primogenitura. Dio solo sa, quanto bisogno hanno le zone interne di un progetto di sviluppo. Lo spopolamento della Sardegna centrale è diventato, un moto irreversibile. I giovani cervelli emigrano in cerca di miglior sorte in terre straniere dove le politiche di sviluppo hanno attecchito più che da noi. Non passa infatti settimana, mese o anno in cui si apprende dalla stampa che qualche sardo si fa valere in qualche parte del mondo, mettendo a frutto il proprio sapere in terre straniere, o in altre regioni italiane. Tutto ciò, in un tempo di crisi che sembra non conosca più la fine, e nulla si vede all'orizzonte che possa rassomigliare ad un tentativo di ripresa nel nostro territorio.Il tentativo di sindacati e Confindustria vuole essere un segnale chiaro di gente che non si vuole arrendere al declino di un territorio, considerato fra i più poveri della Sardegna».
Secondo Michele Fele è chiaro che con «questo documento si vuole dimostrare di essere contro i nemici di chi si oppone ad ogni forma di sviluppo, che vuole rappresentare la cultura del no. Noi diciamo prima di tutto di essere a favore per la Sardegna centrale di uno sviluppo dell’industria agro-alimentare utilizzando principalmente le produzioni locali che fino ad oggi essendo prodotti di “nicchia” non hanno trovato il giusto sbocco nel mercato. Ed è chiaro che questi prodotti, molto apprezzati, ma poco conosciuti legati ad una politica di sviluppo turistico, vedi la proposta “Parchi”, possono costituire un ottima promozione e diffusione oltre il territorio sardo. Solo così può emergere una nuova classe imprenditoriale locale. Poiché non è vero – assicura Fele – quando si sostiene che in questo territorio la gente non sa fare imprenditoria. Abbiamo tanti esempi da citare, non solo in Sardegna, ma anche in altre parti d’Italia dove in condizioni diverse i sardi si sono rivelati degli ottimi imprenditori».
L’industria esistente nella Sardegna centrale va difesa con le unghie e con i denti, «non possiamo permettere che teorie strampalate su chi è favorevole all’industria, diventa di punto in bianco nemico dell’agricoltura e dell’ambiente – va avanti il segretario generale della Cisl nuorese –. La difesa dei siti produttivi di Ottana è per noi di primaria importanza, chiaramente tutto ciò non deve essere a scapito dell’ambiente, prova ne sia che fin dal primo momento con la diffusione della notizia della vendita di Sindyal (Proprietà Eni, e quindi stato), il segretario della Cisl di Nuoro – cita se stesso Fele – ha evidenziato il problema delle bonifiche dei siti industriali interessati. Noi non intendiamo chiudere gli occhi nei confronti di chi è stato nel nostro territorio, patrigno ingiusto, come lo stato italiano che si è dimostrato inadempiente».
Il sindacalista della Cisl barbaricina ne è convinto. «Fa meraviglia – sostiene – che a questo riguardo certi ambientalisti non pronuncino la parola bonifica, nel momento in cui si apprende la notizia dell'addio, mentre si sollevano inutili polveroni quando vengono individuati nemici di turno su eventuali riconversioni che ancora non sono avvenute. Sia ben chiaro che noi non intendiamo fare sconti a nessuno, ne al carbone, se inquina più dell’olio combustibile, ne a chi se ne vuole andare senza pagare pegno. I dati per noi credibili sono quelli ufficiali, l’impatto ambientale non deve essere annunciato ma certificato, le fabbriche vanno messe in sicurezza» chiude in numero uno della Confederazione italiana sindacati dei lavoratori della provincia di Nuoro.
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