Il ghiro sardo vive ancora nei boschi del Supramonte: un video lo racconta

Cagliari, presentato alla Società Umanitaria il lavoro del naturalista di Urzulei Fabrizio Vella che ha documentato la presenza di un roditore anni fa ritenuto estinto

CAGLIARI. Vive nelle zone impervie del Supramonte incontaminato di Urzulei e Orgosolo, nella Sardegna centro orientale. È il ghiro sardo, il simpatico roditore noto per la sua propensione alle lunghe dormite e fino a pochi anni fa considerato quasi estinto. Terminato il letargo la cinepresa di un naturalista di Urzulei, Fabrizio Vella, lo ha ripreso mentre salta fuori dalla sua tana ricavata dalla cavità di un tronco di leccio. È solo un'anticipazione di un documentario prossimamente in uscita, è spiegato in un articolo dell’Ansa di Maria Grazia Marilotti, che mostra le prime immagini in ambiente naturale dei piccoli roditori appartenenti a una specie a rischio.

Grazie alla grande passione di Vella per l'ambiente è stata approfondita la documentazione su questo roditore grigio cenerino e dai grandi occhi. Ci sono voluti anni di ricerche e pazienti appostamenti notturni tra i boschi per riuscire ad avvistarlo ed immortalarlo con scatti fotografici e un video realizzato in collaborazione con Marco Loi.

Il promo dell'intero documentario, prossimamente in uscita, è stato presentato questa mattina dagli autori alla Società Umanitaria-Cineteca sarda a Cagliari. «Il nuovo avvistamento è anche la prova certa di un habitat incontaminato, boschi di serie A, che il ghiro ha eletto a suo domicilio stabile per potersi riprodurre, cacciare e trascorrere interminabili mesi di sonno in tutta tranquillità in questi scampoli di foresta primaria - spiega Vella - Il documentario che sta per essere pubblicato vuole avere un carattere divulgativo ma anche un rigore scientifico, grazie alla collaborazione del dipartimento di Scienze della vita e dell'Ambiente dell'università di Cagliari. L'obbiettivo del lavoro è tutelare la specie e sensibilizzare i più giovani per appassionarli al tema».

Tutto è partito nel 1996 da una lunga serie di indagini e interviste agli anziani conoscitori delle montagne impervie e affascinanti tra Urzulei, Talana, Orgosolo, Oliena e Dorgali. «Ho iniziato nel 2005 con la naturalista Maria Agostina Cavia un lavoro che ha permesso di scoprire che il ghiro è ancora un frequentatore di questi boschi di lecci, ricchi di ghiande e frutti selvatici di cui questo animale è ghiotto - racconta Vella - Fino a 40 anni fa era una delle prede più ambite del territorio. Lo cacciavano per le pelli e la qualità della carne, apprezzata già dagli antichi romani». Diverse leggende e storie popolari sono state narrate sulla competizione tra il ghiro e l'uomo. L'oggetto del contendere era la ghianda che secondo i pastori il ghiro sottraeva a capre e maiali. Tanto aspra era la lotta che fu richiesto l'intervento di un prete chiamato a fare un incantesimo per farlo sparire.

«Se abbia funzionato o meno non è dato sapersi - sottolinea il naturalista - È vero che da allora non si è più visto, ma probabilmente ci sono da considerare una serie di fattori che nel documentario saranno esposti». Di certo questa specie rarissima, come raccontano anche le straordinarie immagini di Vella e Loi, ancora scorrazza tra i boschi e con i suoi versi che somigliano ad un canto rompe i silenzi di questo angolo di Sardegna.

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