La Nuova Sardegna

Nuoro

«Se i soldi ci sono vanno investiti subito»

di Stefania Vatieri
«Se i soldi ci sono vanno investiti subito»

Il grido di dolore degli imprenditori durante il convegno sul rilancio del territorio organizzato da Confindustria

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NUORO. «Ora è necessario spendere i soldi già stanziati, perchè il territorio e la Sardegna ne hanno bisogno come il pane». Il grido di dolore degli imprenditori è salito forte nella gremita sala della Camera di commercio durante i lavori del convegno-evento: «Verso un progetto di rilancio per la Sardegna centrale e le sue zone interne», tappa conclusiva del progetto «Mosaico» di Confindustria della Sardegna centrale, approdato a Nuoro dopo aver attraversato i territori di Nuorese e Ogliastra coinvolgendo imprenditori, cittadini e istituzioni in un confronto sulle criticità e sulle potenzialità del sistema produttivo. Un grido di dolore ribadito con forza dai sindacati, rappresentati dal segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna: «Occorre trovare nuove opportunità, utilizzando i fondi già disponibili».

«Stiamo lavorando con impegno per caffrontare tutti i problemi – ha spiegato l’assessore regionale alla Programmazione, Raffaele Paci –. La prima grande emergenza è il Patto di stabilità, un vincolo anacronistico e inaccettabile, che colpisce qualunque amministrazione pubblica in Italia e penalizza la Sardegna nella maniera peggiore. Il disallineamento tra i soldi stanziati e quelli effettivamente fruibili ha creato una situazione incredibile di illusioni – ha spiegato l’assessore –. E in questo modo si sono creati tre miliardi di residui passivi. Questo è il nodo cruciale da sciogliere prima di operare in qualsiasi direzione. Ora i vincoli imposti dal Patto di stabilità sono stati cancellati e questo significa andare immediatamente a regime. Dal primo gennaio 2015 la Regione Sardegna potrà avere finalmente un bilancio vero – ha concluso Raffaele Paci –. Un bilancio nel quale tutto ciò che sarà stanziato dal consiglio regionale sarà effettivamente spendibile. Dalle imprese, dai cittadini, dai comuni, dai territori. Una conquista importante che servirà per rilanciare la Sardegna sotto tutti i punti di vista».

«Non siamo qui per fare passerelle – così ha aperto il suo intervento il presidente di Confindustria nuorese, Roberto Bornioli –, ma per unire le nostre forze, fare massa critica e chiedere con forza maggiori attenzioni e il giusto riconoscimento da parte delle politiche dello Stato e della Regione. Non possiamo non mettere in evidenza la grande sofferenza delle nostre imprese, strangolate non solo dalle tasse, dal credito e dalla burocrazia ma anche dalla mancanza di metano, di infrastrutture adeguate e di trasporti efficienti. La Sardegna centrale è ricca di settori e aree produttive con grandi potenzialità. Abbiamo un manifatturiero che esporta, un'agroindustria di qualità, il distretto del marmo a Orosei, le imprese culturali che sono una realtà. Abbiamo l'area di Pratosardo, che è un gioiello, con grandi potenzialità ma è attanagliata dalla crisi. Le imprese hanno bisogno di risposte – ha concluso Roberto Bornioli –. È necessaria una progettazione adeguata e adatta ai fabbisogni delle zone interne e poi inserire Nuoro all'interno delle politiche di sviluppo per le aree urbane».

«Un patto per le zone interne sulla falsariga di quello del Sulcis», ha proposto Tore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis. E l’assessore Paci l’ha rassicurato: «Faremo un piano per ogni territorio, con le sue specificità».

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