La Nuova Sardegna

Nuoro

Abusi su una bimba, condannato a 15 anni

di Valeria Gianoglio
Abusi su una bimba, condannato a 15 anni

Il pm aveva chiesto venti anni. I fatti risalgono al 2001-2002: la piccola aveva sei anni, l’imputato ne aveva 33

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NUORO. Il pubblico ministero, Giorgio Bocciarelli, aveva chiesto una condanna a 20 anni, i giudici sono stati solo leggermente più clementi, ma alla fine, intorno alle 14 di ieri, il tribunale collegiale di Nuoro, accogliendo le richieste dell’accusa, ha sfornato una delle condanne più dure che si ricordi per una vicenda di violenza sessuale su una minore nei confini della Barbagia. Quindici anni di carcere inflitti, a Walter Noli, nuorese di 46 anni che in passato era già finito nei guai con la giustizia. Quindici anni che, almeno per il primo grado di giudizio, mettono un punto fermo a una vicenda umana e giudiziaria delicata e piena di risvolti tristi.

I fatti contestati risalgono al 2001 ma secondo l’accusa si sarebbero trascinati per diversi mesi fino al 2002. Lo sfondo di tutto è un appartamento di Nuoro. Tra quelle stanze, per alcuni mesi, vivono una donna, un suo conoscente che si chiama Walter Noli, e una piccola di sei anni parente della donna.

Sembra che tutto fili liscio, tra quelle mura domestiche, ma la verità, almeno per l’accusa e per i giudici di primo grado, sarebbe emersa solo dopo diversi anni. Sei anni dopo, infatti, e siamo al 2008, la bambina che ormai ha 12 anni, comincia a manifestare i chiari segnali di un profondo disagio interiore. La mamma, con la quale nel frattempo è tornata a vivere nella stessa casa, si preoccupa e non poco. «Cosa ti succede? Che hai? Perché sei così triste?» le chiede. La bambina, all’inizio, non racconta nulla.

Ma la mamma, comprensibilmente, insiste. «Che hai? – le chiede – c’è stato qualche problema?». E così, scava oggi scava domani, la bambina alla fine decide di sfogarsi. E comincia a raccontare. Racconta che sei anni prima, mentre era ospite per qualche mese nella casa della sua parente, mentre la mamma era fuori per lavoro, un uomo che abitava con la sua parente aveva abusato di lei. E no, non erano state carezze, ma atti sessuali veri e propri. «Come quelli che avrebbero fatto due adulti» ha sottolineato ieri, nel corso di una requisitoria scrupolosa, il pm Bocciarelli.

Di fronte al racconto della bambina, la mamma, ovviamente, non rimane con le mani in mano ma si presenta dai carabinieri e denuncia tutto. E nel farlo, respinge con sdegno anche le richieste della donna che aveva ospitato la sua bambina, e che le chiedeva di non sporgere denuncia. Così, la Procura apre un fascicolo d’indagine per violenza sessuale su minore, e gli investigatori si mettono in moto.

La bambina racconta tutto nel 2010, nel corso di un incidente probatorio. E la sua testimonianza è stata uno dei punti chiave della ricostruzione dei fatti ripercorsa ieri dall’accusa, perché, come ha spiegato ai giudici il pm Bocciarelli, «il suo racconto ha trovato molti riscontri ed è stato confermato anche da altre testimonianze». Compresa quella di un’altra ragazzina, che all’epoca aveva 16 anni, e che aveva sostenuto di aver subito pesanti attenzioni da parte dell’attuale imputato. La difesa di Noli, rappresentata dall’avvocato Basilio Brodu, ha contestato le testimonianze e la ricostruzione dell’accusa.

Ma il tribunale collegiale presieduto da Antonio Luigi Demuro è stato di diverso parere e ieri pomeriggio, dopo qualche ora di camera di consiglio ha condannato Walter Noli a 15 anni. Noli era accusato anche di aver minacciato la mamma della bambina chiedendole di non sporgere denuncia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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