Romanzesu, diecimila visitatori
Bitti, numeri in crescita per il complesso nuragico e per il museo della civiltà contadina
BITTI. «Dopo due anni, il 2011 e il 2012, di calo generale di visitatori, nel 2013 abbiamo assistito ad un graduale ma costante trend di crescita, interrotto solamente negli ultimi mesi dell'anno a causa dei disagi causati dal ciclone Cleopatra».
Snocciolano numeri confortanti i soci della Cooperativa Istelai di Bitti, costituita nel 1999 e che dal 2001 opera nella gestione integrata dei sistemi archeo-museali.
Nove ragazzi, di cui sei donne (un archeologo, sei guide e due manutentori) che con 260 ore settimanali, tra tempo pieno e part time, gestiscono il sito archeologico di Romanzesu, il museo della Civiltà Contadina -gestito anche a titolo di volontariato dal 2001 al 2004- e quello multimediale del Canto a Tenore dal 2005.
Tra il complesso nuragico e i due musei circa 10 mila visitatori all'anno, che costituiscono un prezioso introito non solo per il Comune di Bitti e la Cooperativa Istelai, ma anche per l'intero indotto che ci si sviluppa intorno.
«Prestiamo molta attenzione nella pianificazione del nostro lavoro a valorizzare e includere nei pacchetti turistici anche le eccellenze locali – affermano i soci della cooperativa – dall'artigianato alla produzione alimentare, in un ottica di ampliamento del turismo eno-gastronomico, un settore dove la domanda è in forte, costante crescita». La società cooperativa, finanziata con contributi triennali dall'assessorato regionale ai Beni culturali, porta avanti inoltre da alcuni anni una serie di studi e attività per la salvaguardia e il recupero delle tradizioni culturali di Bitti, per la valorizzazione del suo patrimonio naturalistico, storico e religioso. Organizza, con particolare attenzione alle istituzioni scolastiche, pacchetti turistici durante i quali si possono visitare, accompagnati da personale altamente qualificato.
Degno d'interesse e curiosità è anche il percorso religioso, che si snoda attraverso la visita guidata nelle chiese paesane e campestri. Bitti è uno dei paesi più ricchi di edifici di culto e santuari della Sardegna; nei secoli ne sono stati edificati ben trentacinque.
Ancora, richiama l'attenzione dei turisti il percorso artigianale, dove è possibile visitare le varie botteghe e laboratori, ceramica, ferro battuto, legno, tessitura.
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