La Nuova Sardegna

Nuoro

Disoccupato aggredisce il sindaco Succu

di Piero Marongiu
Disoccupato aggredisce il sindaco Succu

L’uomo, separato e con un figlio piccolo a carico, si era recato al municipio di Macomer per chiedere un lavoro

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MACOMER. Forse non ha retto allo stress dovuto alla disoccupazione prolungata, G. A. un trentatreenne di Macomer, l’altra mattina esasperato dalla sua condizione si è recato in Comune e ha preteso che fosse il sindaco Antonio Succu a trovargli un lavoro. L’uomo, separato e con un figlio piccolo a carico, vista la fila di persone che aspettavano di essere ricevute dal sindaco, ha cominciato a manifestare segni di impazienza e a protestare con toni accesi. Sentito il trambusto proveniente dalla segreteria Succu, è uscito dalla sua stanza e ha cercato di far ragionare l’uomo, dicendogli che non era in suo potere dargli un lavoro. «Gli ho chiesto se avesse fatto regolare domanda per essere inserito nei lavori sociali e se si che posizione occupasse nella graduatoria – dice Succu, ancora visibilmente scosso dall’increscioso epilogo della discussione –. Ma lui non ha voluto sentire ragioni. Ha detto che era stanco di aspettare e che stava perdendo la pazienza. Poi è passato alle minacce e ha detto che avrebbe atteso ancora qualche giorno, poi avrebbe agito diversamente. Non so ancora se presenterò una querela nei suoi confronti, ma, dopo quello che ha detto, avrei apprezzato almeno una telefonata di scuse da parte sua».

Il caso ha voluto che mentre si stava verificando il fatto, in Comune fosse presente anche il maresciallo dei carabinieri Sandro Sechi, che è subito intervenuto e ha posto fine alla discussione. Poi il militare ha condotto l’uomo in caserma, dove è stato identificato e denunciato per minacce a pubblico ufficiale. La vicenda ha suscitato molto scalpore in città e in tanti la ritengono figlia della crisi in cui si sta dibattendo il territorio.

«Quando la gente non ha i soldi neppure per vivere e le bollette continuano ad arrivare – commentano in molti –, può accadere anche che un uomo disperato perda la ragione e compia un gesto inconsulto». Chi lo conosce, dipinge G.A. come una persona normale. Magari, in quest’ultimo periodo, preoccupato perché senza lavoro non riusciva a provvedere alle necessità del figlio. Ultimamente era stato impiegato nei cantieri che curano il verde cittadino. La solidarietà al sindaco Antonio Succu è arrivata in maniera unanime durante il Consiglio Comunale di mercoledì sera. «Gesti come quello commesso contro il sindaco – ha detto Riccardo Uda – sono da condannare senza se e senza ma». Il capo gruppo della maggioranza, Sergio Masia, ieri ha diffuso un comunicato dai toni molto forti che punta il dito verso «qualche esponente della minoranza che starebbe soffiando sul fuoco acceso dalla disperazione, accusando la giunta di “superficiale pressapochismo”. La replica di Ledda non si è fatta attendere: «Ho espresso la mia piena solidarietà al sindaco e ferma condanna per un fatto che non può e non deve trovare alcuna giustificazione. Respingo con fermezza il tentativo di sciacallaggio politico del capogruppo di maggioranza Masia, che tenta di collegare quanto accaduto all’azione critica della minoranza».

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