La Nuova Sardegna

Nuoro

Ancora nessuna decisione sulla casa dei Saveriani

di Piero M
Ancora nessuna decisione sulla casa dei Saveriani

I missionari partiranno e il Comune vorrebbe acquisire la struttura di via Toscana Padre Giannattasio: «Nessun motivo economico ma mancanza di vocazioni»

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MACOMER. Il consiglio comunale, nella riunione di mercoledì scorso, ha votato, all’unanimità la bozza di convenzione per l’acquisizione del complesso dei missionari Saveriani di via Toscana. Nella struttura, che sorge su un’area di circa cinquemila metri quadrati, si sono formate intere generazioni di giovani, macomeresi e non.

Durante l’incontro tenutosi l’altro ieri nell’aula consiliare con l’assessore regionale alla programmazione, il sindaco Antonio Succu nella sua relazione ha parlato anche di quell’immobile, inserendolo tra le prospettive che necessitano di essere sostenute con adeguati finanziamenti perché entrino nella fruibilità dei cittadini.

La congregazione dei missionari Saveriani, fondata da san Guido Maria Conforti nel 1895, prende il nome dal Gesuita Francesco Saverio, morto vicino alla Cina, dove si stava recando per portare il messaggio evangelico. In città i Saveriani arrivarono negli anni dell’immediato dopoguerra. Inizialmente il gruppo era composto da cinque Padri e una quindicina di giovani, e avevano iniziato la loro opera in una casermetta. Nel complesso di via Toscana si sono trasferiti, dopo il completamento, alcuni anni dopo. In circa sessant’anni di attività la loro opera è stata fondamentale per la formazione religiosa e culturale di moltissimi ragazzi. «Andiamo via da Macomer non per problemi economici, come ha scritto qualcuno, ma per mancanza di vocazioni Saveriane – puntualizza Padre Rosario Giannattasio, superiore responsabile delle case Saveriane in Italia –. Dell’eventualità di chiudere la casa di Macomer si era già parlato diversi anni fa. Successivamente si pensò di lasciare quella di Cagliari per andare a Macomer, perché la cittadina del Marghine si trova al centro della Sardegna. Ma le cose nel frattempo sono cambiate e quindi abbiamo optato per trasferirci a Cagliari». Nella casa di via Toscana attualmente ci sono quattro padri, tre dei quali hanno più di ottant’anni. Il superiore, Padre Virginio Simoncelli, tra un anno partirà in missione per l’Africa e per allora le decisioni dovranno essere definitive. «Per lo stesso motivo – prosegue padre Giannattasio – lo scorso anno abbiamo chiuso la casa di Cremona. Quindi – ribadisce – non si tratta di difficoltà economiche ma della mancanza di vocazioni, che tocca tutta la chiesa cattolica occidentale». Che la struttura cittadina venga concessa in comodato d’uso gratuito al Comune non è sicuro. «Noi abbiamo pensato di darla alla popolazione di Macomer, dalla quale, in tutti questi anni, abbiamo ricevuto tanto. Ma questo non significa che si tratti necessariamente del Comune – precisa il Padre –. A rilevare il complesso potrebbe essere anche la diocesi di Alghero Bosa, le cooperative sociali o il Comune insieme a un altro soggetto. L’importante è che venga utilizzata per scopi sociali a beneficio della popolazione». Per quanto riguarda la convenzione, dal Comune hanno ricevuto soltanto una bozza. «Proposte vere e proprie – prosegue – per adesso non ne sono arrivate. Attendiamo di conoscerle e poi valuteremo». La casa, stando a quanto precisato da padre Giannattasio, potrebbe anche essere ceduta in donazione a un ente che la utilizzi per finalità che siano in linea con lo spirito Saveriano. Intanto sulla data di chiusura non si sa ancora nulla. «La decisione di chiudere è stata presa, ed è definitiva – conclude Padre Giannattasio – ma sarà attuata nei tempi giusti, senza fretta». Alla fine del prossimo anno padre Simoncelli andrà via e tutto lascia supporre che la questione “cessione” si risolverà prima della sua partenza. Con l’uscita di scena dei missionari Saveriani la città, e il territorio, perderanno non soltanto un pezzo di storia importante ma anche un punto di riferimento che è stato fondamentale per tanti.

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