Un teste: «Pressioni? Mai subite»
Joseph Mulas: non mi risulta che miei familiari siano stati minacciati
NUORO. «Pierpaolo Contu? La sera in cui è morta Dina Dore l’ho incontrato verso le 21.30, l’ho chiamato per dirgli cos’era successo a Dina, poi l’ho incontrato fuori dal bar Sedda. Gli dissi io, cos’era successo in via Sant’Antioco». Era stato chiamato a deporre dall’accusa, alcune udienze fa, Joseph Mulas, ma ieri torna in aula perché chiamato a deporre anche dai difensori di Francesco Rocca, Mario Lai e Angelo Manconi. Oltre a voler verificare gli spostamenti di Contu – condannato in primo grado come presunto killer di Dina Dore – la difesa vuole anche provare a scavare in quel clima di tensione e pressioni, che chi vive a Gavoi conosce e respira, che secondo gli avvocati e alcune confidenze avrebbe convinto diversi testimoni a lanciare accuse e a non dire la verità. «Signor Mulas – chiede ieri l’avvocato Lai – dopo gli incontri dei quali ci ha parlato nella sua precedente deposizione, lei ha subito pressioni?». «Mai – risponde Joseph Mulas – l’unica cosa è che Alan Corona mi ha detto che dovevo risolvere questa cosa, mi ha detto che alcuni miei amici gli avevano detto che ero coinvolto in questo delitto. E io gli chiesi chi erano questi amici, perché non poteva essere che qualcuno gli avesse detto quelle cose visto che io sono innocente. Ma Alan non me lo disse. Secondo me stava solo cercando di infangare me e alcuni miei familiari».
Poco dopo, torna sul punto-pressioni anche l’avvocato Angelo Manconi- «Lei sa – chiede a Joseph Mulas – se suoi familiari o ragazzi di Gavoi siano mai stati minacciati o picchiati da qualcuno per rendere dichiarazioni?». «Non ne sono a conoscenza» risponde Mulas. Sempre ieri è stata sentita di nuovo, e stavolta come teste della difesa, la sorella di Dina, Graziella Dore. Gli avvocati Lai e Manconi le hanno chiesto qualche chiarimento circa una sua conversazione, a inizio dell’ottobre 2012 con il maresciallo Granocchia. Nella sua relazione il maresciallo aveva riferito che Graziella Dore, in quella occasione, aveva indicato Francesco Rocca come responsabile della morte della sorella Dina. «Non ricordo se gli ho detto questo» ha spiegato ieri in aula Graziella Dore. (v.g.)
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