La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, ancora a rischio l’ufficio del giudice di pace

di Salvatore Martini

I due funzionari designati al servizio hanno rifiutato l’incarico Celentano: «C’è la volontà e l’impegno di superare questo problema inatteso»

25 luglio 2014
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SINISCOLA. Lo spettro dei tagli del Governo sembrava scongiurato. L’ufficio del giudice di pace di Siniscola era riuscito ad evitare la chiusura forzata imposta dallo Stato grazie ad un accordo senza precedenti tra tutti i paesi del mandamento e dell’Unione dei Comuni, compatti nell’accollarsi le spese di funzionamento del presidio, considerata l’importanza per il territorio. Peccato però che sia arrivata una doccia fredda. Inaspettata. I due funzionari designati al servizio (che devono essere dipendenti dell’organico amministrativo dei Comuni aderenti al progetto) hanno optato per altre scelte. Questo ha rimesso in discussione la sopravvivenza dell’ufficio giuridico, nuovamente a rischio chiusura. Il sindaco, Rocco Celentano, tranquillizza gli animi. «C’è la volontà e l’impegno di superare questo problema inatteso» dice.

Oggi è previsto un incontro con tutti i sindaci dell’area del mandamento, il giudice di pace e i rappresentanti dell’ordine degli avvocati per discutere della questione e, possibilmente, trovare subito una soluzione. Martedì prossimo l’argomento figura inoltre tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale. Le prossime ore saranno cruciali per capire come si evolverà la faccenda. Il territorio non ha alcuna intenzione di perdere un punto di riferimento importantissimo come l’ufficio del giudice di pace, la cui soppressione obbligherebbe centinaia di cittadini a spostarsi in altre città. Causando disagi a non finire. Sul caso si è già espresso il gruppo di opposizione Zente nova, che ieri ha diffuso un documento.

«Una eventuale chiusura dell’ufficio del giudice di pace sarebbe una beffa – scrive Zente nova – e visto che gli impiegati individuati dal Comune e dall’Unione dei Comuni hanno optato per altre scelte, urge individuare velocemente altre figure qualificate, in grado di affrontare gli oneri e i carichi di lavoro che quel tipo di servizio richiede. Diversamente, i cittadini di Siniscola e del distretto giudiziario, sia in materia di cause civili che penali di competenza del giudice di pace (compresi i ricorsi contro le sanzioni del codice della strada), dovranno andare a Nuoro. La difesa del presidio è la rivendicazione di un diritto di tutti. Invitiamo al consiglio comunale del 29 luglio i cittadini, gli avvocati e i rappresentanti delle associazioni di categoria – conclude Zente nova – per sostenere la richiesta di uno sforzo comune per la sopravvivenza del presidio, individuando le due figure professionali, già dipendenti nei comuni del distretto, in grado di sopperire al vuoto di organico lasciato dal trasferimento di quelli ministeriali.

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