La Nuova Sardegna

Nuoro

La Uil polizia accusa: «Lo Stato in fuga dalle zone interne»

di Luciano Piras
La Uil polizia accusa: «Lo Stato in fuga dalle zone interne»

Distaccamenti senza auto a disposizione per le pattuglie Vertice a Roma sul futuro della Motorizzazione civile

28 luglio 2014
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NUORO. Se non c’è sicurezza, non possono esserci né economia né futuro alcuno. La segreteria provinciale della Uil Polizia non ha alcun dubbio. Eppure lo Stato italiano continua la sua fuga dalle periferie, dalla Sardegna, da Nuoro e dal Nuorese in particolare. Gli ultimi colpi di coda rischiano di radere al suolo la Motorizzazione civile di Pratosardo come pure il carcere di Macomer, ormai condannato alla chiusura. E sempre più spesso si parla di “ridimensionamenti” dei presidi della polstrada, da Siniscola a Ottana e Fonni, della polizia postale di Nuoro e di quella ferroviaria di Macomer.

«Inaccettabile – attacca Giovanni Cabras, segretario della Uil Polizia Nuoro – che in un momento in cui si tenta di attuare una incomprensibile spending review della sicurezza, cercando di chiudere uffici strategici in Sardegna, non si sia fatto tutto il possibile per accertare se effettivamente le condotte descritte in una recentissima interrogazione del deputato Michele Piras al ministro dell’Interno Angelino Alfano e nelle svariate segnalazioni della Uil Polizia abbiano prodotto un ingente danno erariale». Il riferimento è a uno spinoso dossier a carico di un ispettore del distaccamento della polstrada di Olbia. «Se l’attività che il ministero dell’Interno ci ha promesso stabilirà la verità dei fatti – va avanti Cabras –, potremmo accorgerci che quanto indebitamente erogato sarebbe stato sufficiente a riparare le numerose autovetture della Stradale sarda ferme per riparazioni non particolarmente onerose: nell’intera regione, spesso, non riescono ad uscire più di dieci autopattuglie e la situazione è particolarmente drammatica proprio a Nuoro, nella cui provincia ci sono distaccamenti che per settimane non sono riusciti a mettere su strada neanche una pattuglia».

A Bitti, per esempio, è dallo scorso aprile che non usciva una pattuglia. Il 19 luglio, invece, è arrivato un segnale positivo: un’Alfa Romeo 159. Operativa. Anche a Orosei i poliziotti hanno ripreso a uscire, con le moto, ma l’auto manca da maggio. «E se è vero che i colleghi di Bitti coltivavano l’orto, è anche vero che lo facevano fuori dagli orari di servizio» sbotta il sindacalista della Uil. Resta il fatto che «la situazione nella nostra isola, e in particolare nella provincia di Nuoro, è resa in questi ultimi mesi ancor più difficile da una penuria di mezzi che ha di fatto bloccato l’attività delle pattuglie con un inevitabile abbassamento della sicurezza stradale. A farne le spese come sempre – spiega ancora Giovanni Cabras –, sono i cittadini e i poliziotti che hanno di fatto perso quelle indennità esterne, a causa dell’annullamento di tutti i servizi di perlustrazione stradale, sono stati tutti soppressi per mancanza di auto di servizio, perché fuori uso e non ci sono le risorse (anche se basterebbe veramente poco) per rimetterle in strada». Intanto, sempre sul fronte delle strade del Nuorese, oggi l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana porterà a Roma il caso dell’ufficio della Motorizzazione civile di Pratosardo. La situazione verrà affrontata nel corso di un incontro tra la Regione e la direzione generale della Motorizzazione civile. «Sarà avviato un confronto per evitare la chiusura degli uffici di Nuoro», aveva assicurato qualche giorno fa Deiana. Per quanto riguarda Macomer, invece, il Governo è determinato: la soppressione della Casa circondariale del Marghine sembra ormai cosa fatta. A conferma che il Nuorese perderà presto un altro pezzo dello Stato italiano. Un pezzo che è anche simbolo di sicurezza. La sicurezza che non c’è più.

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