La Nuova Sardegna

Nuoro

Culurgionis Igp, il Gal si schiera con il comitato

di Lamberto Cugudda
Culurgionis Igp, il Gal si schiera con il comitato

L’ente contesta anche gli autori dei ricorsi e rivendica l’originalità del prodotto «Da sempre rappresenta l’eccellenza della cultura gastronomica ogliastrina»

29 luglio 2014
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TORTOLI. Riconoscimento del marchio Igp per i culurgionis: scende in campo anche il Gal Ogliastra, che appoggia il comitato promotore territoriale. «Chissà cosa avrebbero pensato le nostre antenate massaie – fa rilevare il Gal – se avessero saputo che, trascorso qualche secolo dalla loro semplice invenzione, sarebbe scoppiata una vera e propria guerra a colpi di carta bollata e comunicati stampa tra territori, per rivendicare la paternità di una prelibatezza gastronomica, protagonista delle cronache politico-campanilistiche di quest’ultimo anno. Ebbene, oggi quel fagottino chiuso a spiga sta diventando un caso che dall’Ogliastra, passando per Cagliari e Roma, è quasi giunto a Bruxelles, se non fosse che, come ben sappiamo noi sardi, e noi ogliastrini in particolare, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». E infatti il percorso a ostacoli del riconoscimento del marchio Igp per i culurgiones, a un passo dal raggiungimento storico del traguardo, rischia di arenarsi a causa di un’azione di ostruzionismo che rischia di far perdere all’Ogliastra e alla Sardegna intera un’opportunità irripetibile.

«I culurgionis – viene rimarcato nel comunicato – rappresentano da sempre l’eccellenza della cultura enogastronomica della popolazione ogliastrina e l’arte della chiusura a mano, motivo di vanto e orgoglio delle massaie ogliastrine, viene tramandata di madre in figlia, di generazione in generazione, da secoli». Per proseguire: «Cercare di negare la “paternità” dei culurgionis all’Ogliastra, tentando di dimostrare, peraltro in maniera maldestra, senza il supporto storico-documentale, che essi vengano prodotti ovunque in Sardegna, negando pertanto all’Ogliastra e ai Comuni limitrofi inseriti nell’areale di produzione del disciplinare il diritto a tale riconoscimento, recherebbe un danno a tutto il territorio regionale. L’omologazione dei prodotti isolani infatti è una chiara violazione alla salvaguardia della “biodiversità” culturale che rappresenta invece un vero punto di forza per la Sardegna». Il Gal auspica che le istituzioni preposte non vogliano negare all’Ogliastra e al suo già fragile tessuto economico «una concreta opportunità di crescita della quale, si è certi, potrà trarre vantaggio l’intero territorio regionale».

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