Firinu: «Non è una scelta punitiva»
Il sindaco Sandro Bianchi: per la città sarebbe una nuova sciagura
NUORO. «La chiusura dei musei dell’Isre sarebbe una sciagura per la città». Parole di Sandro Bianchi, che ha commentato così l’allarme sul futuro dell’istituto etnografico e delle sue attività, a partire dal festival del cinema Sieff. Ma il sindaco di Nuoro fa anche parte, d’ufficio, del consiglio di amministrazione dell’Isre, e dunque era a conoscenza del braccio di ferro con la Regione. Nei giorni scorsi ha cercato di far valere le ragioni dell’istituto con la giunta Pigliaru e in particolare con l’assessorato alla Cultura. Dal canto suo, l’assessore Claudia Firino sostiene che non c’è stata alcuna volontà di ridurre il finanziamento dell’Isre. «Né tagli né alcuna decisione punitiva, da parte di questo assessorato o della giunta regionale. Semmai – dice l’assessore – va rilevato come la norma che regola il finanziamento dell’Isre preveda in maniera automatica la compensazione, ovvero una corrispettiva riduzione del finanziamento qualora questo, o una sua parte, non vengano utilizzati. Ora, nel 2012 l'Isre ha fatto registrare un mancato impegno di spesa di 700 mila euro e nel 2013 di ben 1 milione e 300 mila euro. E il finanziamento si è ridotto di conseguenza. Sappiamo bene quanto sia rilevante il lavoro svolto dall’Isre e le attività da esso gestite, ma le difficoltà attuali non possono essere imputare a un “imprevedibile taglio” delle risorse regionali. È mancata invece la programmazione, col conseguente impegno di spesa, che avrebbe garantito all’Istituto la piena riconferma del finanziamento».
Sul caso interviene anche Agostino Cicalò, presidente della Confcommercio Sardegna: «La giunta regionale valuti attentamente. L'Isre ha un valore culturale determinante e nel momento in cui a Nuoro sta partendo il distretto culturale ci troviamo a dovere affrontare nuove emergenze». (p.me.)
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