Ferragosto in tono minore per mancanza di risorse
Macomer, un tempo a metà agosto il capoluogo del Marghine si spopolava Ora cassa integrazione, mobilità e crisi generale impediscono le partenze
MACOMER. Con la crisi anche il Ferragosto dei macomeresi è più povero e si riduce a poco. Le ferie si fanno a casa o al massimo, se il costo della benzina lo permette, si va al mare a Bosa. Chi è in cassa integrazione o in mobilità praticamente è sempre in ferie, ma con pochi soldi, quanto basta per sfamare la famiglia e pagare le bollette, per cui ha poco di che allargarsi. La vacanza non fa parte del vocabolario di chi ha perso il lavoro dopo la chiusura delle fabbriche. Per gran parte dei macomeresi quello del 2014 sarà un Ferragosto magro che molti trascorreranno in città.
Fino a meno di dieci anni fa, a metà agosto Macomer si spopolava come Torino e Milano quando chiudevano le fabbriche. Lo scenario è cambiato. Basta fare in giro in centro (il Corso e piazza Sant’Antonio) per vedere che i macomeresi non sono andati da nessuna parte. Si continua ad andare al mare, ma da pendolari: si parte al mattino in macchina, pranzo al sacco e si rientra la sera. I ragazzi ci vanno in autobus, come negli anni Sessanta e Settanta, e i pullman che la mattina vanno a Bosa Marina e rientrano la sera sono i più frequentati, quasi sempre pieni.
Di viaggi, invece, se ne fanno sempre di meno e si punta sulla bassa stagione, quando costano relativamente poco. All’agenzia Tizypuntomike di Michele Floris spiegano che per Ferragosto di pacchetti-vacanze ne hanno venduti pochi. «Si cerca l’offerta scontatissima dell’ultimo minuto – dice il titolare –, che rimane comunque cara. Chi ha potuto permettersi un viaggio ha puntato su luglio o settembre con voli low cost, ma non viaggi a lungo raggio, al massimo nei paesi europei. La spesa massima che qui pochi si sono potuti concedere va da 1000 a 1500 euro. Manca la liquidità e chi va in vacanza tende a spendere sempre di meno perché non ha soldi».
Il numero di quanti si sono potuti permettere una meta esotica per le vacanze, dunque, è notevolmente diminuito rispetto agli anni scorsi, quando si vendevano decine di viaggi per le località più gettonate dei Caraibi o dei mari del sud. Ora ci si accontenta di molto meno e non sono pochi quelli che trascorreranno la festa in città, magari con un’escursione pomeridiana a San Leonardo, al monte Sant’Antonio, a Badde Salighes e a Ortakis dove di certo c’è più fresco che a Macomer.
La situazione economica degli ultimi anni non lascia molto spazio a progetti vacanzieri. Anche per questo si assiste a un ritorno al mare sotto casa, quello di Bosa Marina. Chi ha affittato una casa ha ridotto la durata della vacanza: dieci o al massimo quindi giorni, mentre in passato si prendeva la casa per un mese. Molti viaggiano in macchina, ma col caro benzina anche il turismo balneare pendolare è diventato costoso. Al costo del carburante bisogna poi sommare anche quello dei parcheggi.
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