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Il ritmo delle danze scandito da tumbarinu, pipiolu e triangulu

di GIOVANNI MARIA SEDDA
Il ritmo delle danze scandito da tumbarinu, pipiolu e triangulu

di GIOVANNI MARIA SEDDA La parola “Tumbarinos”, che richiama l’antico strumento tradizionale che da il ritmo ai balli paesani di Gavoi, costituisce anche la denominazione dell’associazione omonima...

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di GIOVANNI MARIA SEDDA

La parola “Tumbarinos”, che richiama l’antico strumento tradizionale che da il ritmo ai balli paesani di Gavoi, costituisce anche la denominazione dell’associazione omonima che con gli altri strumenti, anch’essi arcaici, offre il ritmo alle danze e al canto della tradizione musicale del paese. “Su tumbarinu” costituisce infatti lo strumento guida del concerto musicale che comprende anche “su pipiolu” (zufolo di canna palustre), “su triangulu” (triangolo in ferro battuto) e “sos sorgonittos” (l’organetto diatonico).

Da molti lustri l’associazione “Tumbarinos” guida infatti i concerti musicali che risuonano soprattutto nel Carnevale gavoese, ma anche negli altri festeggiamenti della tradizione più antica, quali le sagre e gli sposalizi, ma soprattutto il Carnevale, nel quale proprio “Su tumbarinu” costituisce il suono protagonista delle sfilate e dei balli. I “tumbarinos” da quando è nato il sodalizio, di cui è presidente Pier Gavino Sedda, guidano anche i cortei degli uomini e donne in costume che sfilano ormai in quasi tutte le manifestazioni regionali e in particolare quelle della Cavalcata di Sassari, di Sant’Efisio a Cagliari e del Redentore a Nuoro. Ma, a seguito della fama acquisita, in questi ultimi tempi il gruppo dei suonatori viene invitato per animare, con la musica anche le manifestazioni dei piccoli paesi. E quest’anno Tumbarinos e costumi saranno presenti a Nuoro per partecipare alla sfilata del Redentore, appunto. Come sempre i “Tumbarinos”, “Pipiolu”, Triangulu” e “Sorgonittos”, precederanno il corteo dei costumi gavoesi. Anche questi sono antichi e sempre uguali e non scompariranno mai anche perché nel paese esistono ancora le sarte e persino qualche stilista che li confeziona per le nuove generazioni. Il costume femminile viene indossato durante le processioni e le manifestazioni folkloristiche e su di esso colpiscono i contrasti cromatici nei tessuti, nei ricami e nelle trine. Sono composti, infatti, dal panno rosso per la gonna e il copricapo, verde per il grembiule, broccato verde con rose dorate per il corpetto, oro, argento e seta per le trine, cotone bianco con pizzi e ajour per la camicia chiusa da bottoni in filigrana di bottega gavoese. Il nero dell’orbace e il bianco de cotone sono invece i colori dominanti del costume maschile impreziosito dal corpetto di velluto blu e panno rosso, allacciato da bottoni d’argento e “sa vrentera” di pelle ricamata. Il ballo con il quale di norma a Nuoro si intercala la sfilata, verrà quindi accompagnato dalla musica che il gruppo “Tumbarinos” suonerà con gli strumenti in loro possesso e dal canto di poesie nella parlata gavoese.

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