Silanus, progetto per risanare la cava
SILANUS. L’esigenza di risanare la cava si pose subito quando cessò l’attività dell’Industria Granulati che a Silanus portò avanti per anni un’intensa attività estrattiva. Nella montagna che...
SILANUS. L’esigenza di risanare la cava si pose subito quando cessò l’attività dell’Industria Granulati che a Silanus portò avanti per anni un’intensa attività estrattiva. Nella montagna che sovrasta il paese lasciò un ampio squarcio visibile da chilometri e chilometri di distanza. I lavori di risanamento procedono da cinque anni. La parte riguardante la messa in sicurezza idrogeologica è quasi ultimata. Restano da mettere in sicurezza le scarpate. Durante i lavori di scavo sono state staccate intere pareti creando dirupi paurosi alti più di trenta metri. La loro sistemazione comporta investimenti ben diversi da quelli che la Regione ha iniziato a finanziare negli anni scorsi. Difficilmente, invece, si riuscirà a realizzare una bonifica paesaggistica. Lo squarcio nella montagna non è facilmente risanabile se non con investimenti che in tempi di vacche magre non si può sperare di ottenere. «Per il risanamento della cava – dice il sindaco, Luigi Morittu, – c’è un progetto che prevede investimenti per cinque milioni di euro. Fu predisposto dando attuazione alle indicazioni di una relazione idrogeologica predisposta in seguito a un’alluvione che portò a valle terra e detriti che invasero la piazza al centro del paese. Gli interventi di messa in sicurezza sono quasi ultimati. Sono state rimosse le parti instabili, si è proceduto con i consolidamenti e sono state messe in opera delle reti per contenere le frane. C’è ancora molto da fare e si andrà avanti in base alle disponibilità di risorse».
Il lavoro di messa a regime delle acque, fondamentale per evitare che precipitazioni particolarmente abbondanti e violente trascinino a valle fango e detriti, è quasi ultimato. Della spesa necessaria di cinque milioni ne è stato finanziato e speso uno. «La Regione – spiega il sindaco – eroga i finanziamenti col contagocce, 250 mila euro all’anno. Con i lavori si procede in base alla disponibilità reale delle risorse. È fondamentale in questa fase risolvere definitivamente il problema delle frane. Si tratta di un problema di sicurezza basilare che va risolto prima di avviare qualsiasi altro intervento. Stiamo completando questi lavori. L’ultimo intervento avviato e attualmente in corso costerà 270 mila euro. Ci è stato finanziato un altro lotto per 256 mila euro per il quale si sta predisponendo il progetto esecutivo. Appena il progetto sarà pronto e approvato, appalteremo subito i lavori». (t.g.t.)
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