Cortes apertas, week end con pienone
Folla di turisti alle prime due tappe dell’Autunno in Barbagia, cresce l’attesa per i prossimi appuntamenti del circuito
BITTI. Nell’antico borgo dei tenores Autunno in Barbagia è stata una 2 giorni di manifestazioni e stand da visitare. C’è stata una minore affluenza nella mattinata di sabato ma già dal primo pomeriggio e a seguire la domenica, un flusso continuo di gente ha invaso le vie del paese, gustato le prelibatezze agroalimentari e apprezzato gli oggetti dell’artigianato artistico nonchè ogni aspetto della tradizione. Gettonatissime le visite guidate ai musei della Civiltà contadino pastorale e del Canto a tenore e al sito archeologico di Romanzesu. «È andata bene, siamo soddisfatti – ha sostenuto l’assessore alla cultura Ivana Bandinu – La gente è rimasta contenta, tutto è stato apprezzato a partire dalla mostra fotografica “La provincia eclettica-ricognizione dello spazio di Giovanni Canu, “Bitti a memoria-10 fotografi per la solidarietà”, i laboratori di Terra Pintada con il sottofondo del canto a tenore. Potrei continuare a lungo: è stato veramente tutto di grosso spessore».
Buoni risultati anche per gli operatori. «La risposta è stata più che positiva – ha sottolineato il sindaco Giuseppe Ciccolini – I vari punti ristoro sono stati presi d’assalto. Le giornate belle, che si pensava potessero limitare l’esodo dalle zone balneare, hanno invece favorito l’afflusso. La presenza dei visitatori è stata in linea con gli altri anni». Per il primo cittadino è stato eccezionale del laboratorio Terra pintada «che – sottolinea – al compimento del 18° anno ha dato prova di maturità accogliendo decine e decine di persone. Molto bene il Tenore Rimunnu’e Locu nella chintina di Pipinu de Brocale, dove c’era la mostra di Giovanni Canu – ha aggiunto Ciccolini – e molto interessante la seconda edizione di “Dietro il grande schermo” a cura del cinema Ariston. Suggestivo il laboratorio Mialinu Pira aperto al canto a tenore a chi non lo conosceva». Insomma, tutto è andato al meglio: il Tenore Dure e il teatro di Ilos. Così, oltre i momenti a sfondo culturale-artistico nei visitatori è rimasta impressa l’identità dal punto di vista materiale: “a sa vaina” dei vari prodotti: dai dolci, al pane, alle salsicce, al miele e al formaggio, fino alla ceramica, a su cosintzu del costume tradizionale, alla ferratura del cavallo e ai gioielli sardi dell’oreficeria Monni. Ma l’anima profonda della festa bittese rimane il canto a tenore, che l’Unesco aveva elevato a patrimonio dell’umanità, vero tesoro per Bitti. Autunno in Barbagia è entrata in un’altra orbita. E i bittesi ci credono profondamente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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