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Erosa la sabbia della spiaggia

Erosa la sabbia della spiaggia

I danni causati dalle forti mareggiate dei giorni scorsi

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Le violente mareggiate di scirocco (sud-est) continuano a flagellare la spiaggia della baia di Porto Frailis. E così è accaduto anche negli ultimi tre giorni, ma in particolare giovedì e venerdì, con le ondate che hanno portato via tanta sabbia, facendo ritornare alla luce massi e scogli. Un'erosione che va avanti, in maniera regolare, dal febbraio dello scorso anno, e che oltre la grande scalinata di metà spiaggia, ha creato una sorta di “parte solo pietre” di una trentina di metri. Sulla gravità della situazione si è espresso ieri mattina anche il sindaco di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas: «Ho saputo di quanto accaduto nella spiaggia della baia di Porto Frailis, vero e proprio gioiello naturalistico, negli ultimi due giorni. Questo dell'erosione delle coste e della sabbia dalle spiagge è un problema che deve essere affrontato con grande impegno. A breve chiederemo che venga organizzata una conferenza di servizi con il demanio, l'ufficio circondariale marittimo di Arbatax e anche gli altri enti presposti. Siamo pronti a fornire il nostro contributo per cercare di risolvere il problema».

E sempre due giorni fa, si è saputa una novità: contro l'erosione delle coste arriva l’ “aspiratore salva-spiagge”. Si tratta di una tecnologia usata per Costa Concordia: una sorta di aspiratore marino per dragare i fondali e salvare dall'erosione le spiagge della Sardegna. Ma anche un sistema per ripulire e rilanciare porti e porticcioli. L'azienda che l'ha messo a punto, la Decomar, un'azienda di Pontendera con sede operativa a Massa, cita alcuni esempi sardi elencando le località che potrebbero avvantaggiarsi di queste tecnologie: il Poetto, la baia di Porto Frailis a Tortolì, Marina di Oristano, Olbia, il porticciolo di Carloforte, la costa di Buggerru, ma anche un sistema per ripulire e rilanciare porti e porticcioli. La nuova tecnologia, presentata anche dall'attivista per l'ambiente Jacopo Fo al recente festival delle ecotecnologie e dell'autocostruzione «Ecofuturo», e messa a punto dalla Decomar, è pronta a sbarcare nell'isola.

Si tratta di una tecnologia a ricircolo – spiegano gli esperti della ditta toscana – che permette di operare in totale assenza di contatto con il fondale consentendo di utilizzare l'83 per cento della sabbia dragata, già libera dalle sostanze inquinanti, per altri usi».

«Senza bisogno di aprire nuove cave di sabbia per il ripascimento. Si parla di rispetto per l'ambiente, ma anche per le casse degli enti che intervengono: in confronto alle tecniche tradizionali (con la benna) – assicura l'azienda – si ha un abbattimento dei costi di circa il 30 per cento se si considera la vita totale dei sedimenti, che finora venivano solo spostati da un posto a un altro per poi essere trattati o, peggio ancora, dimenticati per carenza di fondi». (l.cu.)

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