Seddone: il Comune non ha alibi
Tra tutte le amministrazioni locali sarde è quella meno colpita dai tagli
NUORO. Da amante dei numeri ed esperto di contabilità, il consigliere comunale Marcello Seddone, interviene sul caso Tari dando un taglio molto tecnico dell’intera vicenda. E tanto per cominciare parte da alcuni dati recenti pubblicati dal Sole 24 ore che riguardano i tagli ai trasferimenti statali bel periodo 2010-2014. Ebbene, ricorda Seddone, tra i comuni sardi, Nuoro è il meno colpito dai tagli. «È l’unica città che ha avuto una riduzione inferiore alla media nazionale (-46 %)». Come dire: la giunta comunale sbaglia a utilizzare i tagli del governo, come alibi continuo per spiegare le sue difficoltà. «Stimolato dall’analisi del quotidiano di Confindustria – dice ancora Seddone – ho deciso di verificare se esistesse effettivamente una relazione diretta tra taglio dei trasferimenti e aumento delle tasse».
«Nuoro è la terza città per aumento delle entrate tributarie (+69,9%) dietro a Carbonia (+101,92%) e Quartu Sant’Elena (+83,40%) però è anche la seconda meno colpita dai tagli (-24,36%) solo dietro ad Olbia (-16,04%) la quale però ha aumentato le tasse solo del 16,34% mentre il nostro comune ha richiesto decisamente di più».
Ma non basta, spiega Seddone. «Ai contribuenti nuoresi è stato richiesto di versare 94,61 euro in più rispetto alla riduzione dei trasferimenti pro capite, solo ad Alghero si registra un contributo più pesante. Questi dati mostrano che non c’è una relazione diretta tra tagli dei trasferimenti e aumento delle imposte». «Mi auguro perciò che anche i componenti della maggioranza si decidano finalmente a discutere con l’opposizione, con le associazioni di categoria, con tutti i cittadini».
«Con la speranza che non succeda di nuovo che esponenti politici si rifiutino di partecipare alle assemblee di piazza con la scusa che il luogo per discutere è il municipio e quando i cittadini si recano in comune per avere risposte si vedano negare il confronto con quelli stessi politici. Questo arroccamento nel Palazzo rischia solo di dare spazio agli urlatori e alimentare lo scontro».
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