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Da Abbanoa una nuova mazzata

Silanus, l’ente sta mandando lettere per evitare la prescrizione

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SILANUS. La prima mazzata è arrivata a giugno con le superbollette che hanno fatto rizzare i cappelli agli utenti di Silanus. Ora Abbanoa corre ai ripari per bloccare la prescrizione. In questi giorni sono arrivate le lettere con le quali Abbanoa sollecita il pagamento della fattura a saldo per consumi che vanno dal 2006 al 2013. Il diritto a incassare per i consumi che vanno oltre il quinto anno sono largamente prescritti. Molti utenti, soprattutto quelli che si sono visti recapitare bollette da capogiro (ce ne sono anche 30 mila euro, alcune da diecimila e diverse da duemila, tremila e anche seimila euro) rischiano di nuovo l’infarto. Le lettere di Abbanoa hanno riacceso la rabbia che ha fatto scattare la ribellione e i ricorsi nel mese di giugno. «Nessuna preoccupazione – dice Giogio Vargiu, presidente regionale di Adiconsum, – sono le lettere con le quali Abbanoa, a prescindere dalla fatturazione, sta bloccando i termini di prescrizione. Le sta mandato in tutta la Sardegna. È un tentativo disperato di chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati perché un diritto prescritto non si riacchiappa con una raccomandata. Gli utenti non devono assolutamente pagare altrimenti perderanno il diritto alla prescrizione. Non devono neppure preoccuparsi. A preoccuparsi dovrebbero essere i responsabili di Abbanoa perché non hanno fatturato per tempo. Siamo di fronte a un danno erariale. Se hanno perduto il diritto a incassare per i consumi prescritti, qualcuno dovrà pagare di tasca, esattamente chi aveva la responsabilità di fatturare, non di certo gli utenti consumatori, i quali hanno il diritto di alzare la testa e farsi rispettare. Appena arrivano le raccomandate partiranno i ricorsi. I consumatori di Silanus potranno far valore i loro diritti e pagare ciò che è giusto, non certo quanto non è dovuto e che Abbanoa pretende di incassare». Con le ultime fatture Abbanoa ha conguagliato otto anni di consumi. Adiconsum ha spiegato che i consumi fatturati oltre gli ultimi cinque anni sono prescritti per cui non vanno pagati e che anche sugli addebiti per la depurazione c’è molto da discutere. A Silanus non si depura nulla perché i reflui superano l’impianto e finiscono in un ruscello senza trattamento. Una sentenza della Corte Costituzionale dice chiaramente che servizi non resi non possono essere addebitati all’utenza. (t.g.t.)

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