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Nuoro

Percorso per i ciechi nel sito archeologico nuragico di Tamuli

di Tito Giuseppe Tola
Percorso per i ciechi nel sito archeologico nuragico di Tamuli

Macomer, il progetto è stato messo a punto da Promotea La zona fa registrare in media seimila presenze all’anno

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MACOMER. Tamuli è il primo sito archeologico della Sardegna dove un cieco potrà muoversi in libertà e capire il monumento senza l’aiuto di altre persone e senza accompagnatori. Un progetto della Fondazione Promotea, che gestisce i monumenti e il sistema museale di Macomer, consentirà a chi non vede di accedere al più importante sito archeologico della Sardegna centrale dove la conformazione del terreno e le barriere naturali rendono difficile la fruizione alle persone con disabilità. Il progetto, sostenuto dall’assessorato regionale alla Cultura e dalla Soprintendenza ai beni archeologici, è finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna e cofinanziato dall’Unione dei Comuni del Marghine, che si propone di estenderlo a tutti i Comuni della zona. La sua realizzazione è stata appena avviata e si conta di completarla entro la fine dell’anno. Il progetto è stato presentato ieri a Tamuli nel corso di una conferenza stampa. «L’obiettivo – ha detto Sergio Muroni, presidente della fondazione, – è quello di migliorare la fruizione del patrimonio archeologico e culturale di Macomer. A Tamuli registriamo più di seimila presenze. Aprire il sito a persone con disabilità visive significa allargarne la fruizione».

Maria Giovanna Lai della fondazione ha spiegato il progetto negli aspetti particolari. «L’obiettivo generale – ha detto – è quello di posizionare il Marghine fra le destinazioni turistiche della Sardegna facendolo emergere per l’elevato grado di fruibilità dei suoi siti archeologici e delle strutture turistiche connesse. Non è facile spiegare ai non vedenti un monumento archeologico, soprattutto se si tratta di stranieri. Il progetto prevede l’installazione di pannelli multilingue tradotti anche nel codice Braille, l’uso di audioguide e radioguide, la ricostruzione il rilievo dei monumenti ma anche di manufatti in modo che siano percepibili attraverso il tatto. Perché chi non vede possa muoversi in modo autonomo è prevista anche la creazione di percorsi con paletti individuabili con l’uso di un bastone». I siti archeologici di Macomer sono del comune, socio della Fondazione, alla quale li ha conferiti. «Questo progetto – ha detto il vice sindaco, Rossana Ledda, – va oltre la semplice fruizione del sito e lo rende accessibile e fruibile a tutti». Il neo assessore alla cultura, Tiziana Atzori, ha manifestato apprezzamento «per un progetto di alta valenza sociale che migliora la fruizione di Tamuli». L’Unione dei comuni del Marghine punta ora ad allargarlo all’intero territorio. Il presidente, Tore Ghisu, ha detto che quello che si realizzerà a Macomer è un progetto pilota che sarà esteso alla zona realizzando sistemi di accesso e fruizione ai non vedenti in almeno un monumento per comune. «Si tratta di creare un parco archeologico territoriale accessibile – ha detto –, progetti come questo migliorano l’accessibilità ai beni culturali che possono contribuire al rilancio del territorio». Pietro Manca, presidente provinciale dell’Unione ciechi e ipovedenti, ha manifestato apprezzamento per l’iniziativa che apre la strada della fruizione di un bene culturale anche a chi altrimenti resterebbe escluso.

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