La Nuova Sardegna

Nuoro

I Mamuthones salgono in cattedra all’Università

di Nino Muggianu

Gruppo della Pro loco invitato a tenere una lezione a Brescia Tour delle maschere tradizionali di Mamoiada in Lombardia

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MAMOIADA. I mamuthones della Pro Loco in tour nella penisola: ieri e oggi a Marchirolo, in provincia di Varese, la prossima settimana invece saliranno in cattedra per una lezione all’Università di Brescia. Il giorno dopo si ritorna in Sardegna per un’ esibizione a Cagliari. Un ricchissimo programma quello dell’associazione guidata dal presidente Antonio Mele, cominciato il 27 maggio in Ogliastra per “Tortolì in Fiore”, che dopo 35 tappe nell’isola e nel continente, per il momento, si fermerà nel capoluogo sardo, prima di ripartire per il programma autunno-inverno. «Oggi siamo a Marchirolo vicino a Varese – dice il presidente Mele – Ci ha invitato il Circolo locale dei sardi per la manifestazione annuale dell’associazione intitolata a Giommaria Angioy». Invito a presenziare, che era stato inoltrato dalla presidente Gianfranca Canu del circolo che conta oltre trecento soci. La manifestazione molto partecipata si svolgerà all’interno del circolo. Assieme ai Mamuthones, anche il gruppo folk di Oliena “Su Durdurinu” che si è esibito nelle danze tradizionali e nel suggestivo ballo su durdurinu appunto, unico nel suo genere nell’isola. E unici sono i mamuthones di Mamoiada che siano dell’associazione Atzeni Beccoi che della Pro Loco come in questo caso. «La nostra esibizione sarà, naturalmente quella tradizionale con mamuthones e issohadores- aggiunge il presidente Mele – Come sempre presenteremo il rito della vestizione». Rito che comincia dopo che ogni elemento ha già indossato l’abito in velluto e sos cusizos, le scarpe dei pastori, suole di gomma e pelle di vacca. Si comincia con l’indossare le pelli nere di montone e subito dopo sa carriga, ossia l’insieme dei campanacci. Quasi in scala, si parte dai più grandi, sas mettallas fino ai più piccoli, sas mettaleddas”. Carrigas che sono tutte uguali per ogni soggetto, in maniera che il suono al movimento ritmato sia lo stesso. A conclusione della vestizione si indossa sa visera , la caratteristica maschera scolpita sul legno. «Vogliamo ringraziare il circolo di Marchirolo che ci ha accolto benissimo». Il 12, altra tappa in continente, questa volta a Brescia, all’Università La Cattolica dove si terrà un convegno dal titolo “La Maschera tra rito, folklore e teatro”. «Si parlerà del caratteristico suono delle campane – spiega Mele –. Oltre a noi ci sarà anche il gruppo bergamasco dei nostri amici di Ardesio, che tra l’altro ci hanno invitato nel loro paese. Parleremo dei vari suoni dei campanacci e che cosa rappresentano. Altro argomento che verrà trattato sarà il costume tradizionale e la vestizione. Ma si parlerà in particolare della maschera, sa visera, che copre il viso». Insomma, una nuova entusiasmante esperienza per i mamuthones, ambasciatori della Sardegna.

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