Emergenza abitativa, ora la graduatoria
In tutto 330 domande in 12 anni, solo 80 delle quali soddisfatte. Deiara: «D’ora in avanti avremo un quadro più chiaro»
NUORO. La pubblicazione della nuova graduatoria per gli alloggi popolari spazzerà via quella creata dopo il bando del 2002. In tutto 330 domande pervenute in 12 anni, solo 80 delle quali sono state soddisfatte, nonostante l’intervento anche dello Iacp (poi Area), che ha utilizzato lo stesso elenco. Nel gennaio di quest’anno il nuovo bando, e presto dovrebbe essere pubblicata la graduatoria di riferimento, con i nuovi aventi diritto a un alloggio. Dentro, come presenze certe, quelle dei 300 cittadini nuoresi che hanno fatto richiesta di essere inseriti nel registro dell’assessorato dei Servizi sociali destinato alle povertà estreme, compresa la richiesta di avere un tetto.
Cittadini che hanno peggiorato una condizione già di indigenza, oppure che sono diventati i nuovi poveri perché nel frattempo hanno perso il lavoro oppure per via di vicissitudini familiari di separazioni e divorzi, dopo i quali è facile che uno dei coniugi (con più frequenza il marito) si ritrovi senza un alloggio. L’amministrazione municipale ha deciso di percorrere proprio questa strada per dare risposte a una richiesta che cresce giorno dopo giorno. L’assessore dell’Urbanistica ed Edilizia residenziale, Raimondo Deiara: «La nuova graduatoria darà un quadro molto più chiaro della situazione: perché entreranno, per primi in classifica coloro che effettivamente vivono situazioni di grave difficoltà». Chiarezza che non poteva arrivare per motivi oggettivi dalla vecchia graduatoria, che aveva cristallizzato le condizioni familiari (e, dunque, anche di reddito), di oltre 10 anni fa. Tanto da spingere l’amministrazione Bianchi a chiedere agli uffici una verifica e revisione delle posizioni: così da stabilire se gli assegnatari possiedono ancora i requisiti per occupare un alloggio popolare, perché in caso contrario sarebbe pronta la procedura di decadenza e sgombero. Altro strumento che si è preso in mano è la «leva» dei canoni di affitto. Ancora Deiara: «Oggi sono cifre irrisorie, sulle quali abbiamo chiesto sia fissato un adeguamento. La legge nazionale dice infatti che vengano impegnate sia per le ristrutturazioni, sia per la costruzione di nuove case. Sinora sono mancati i presupposti finanziari per fare tutto ciò. Anzi – aggiunge l’assessore – considerato che in certi casi gli inquilini non hanno fatto neppure i lavori di manutenzione ordinaria il Comune si è dovuto sobbarcare ingenti spese perché nel frattempo la condizione strutturale era peggiorata». Regole certe e maggior giustizia sociale, ancora più necessarie nella congiuntura economica, che preclude la possibilità di avere dei fondi (tanto meno di accendere dei mutui) e comunque di spenderli per via dei limiti del patto di stabilità. Fuori dalle decisioni di casa e dalle scelte di competenza municipale, è pronta la richiesta alla Regione perché cambi la legge in materia.
Sotto accusa la possibilità di essere in graduatoria mentre si posseggono abitazioni in altri comuni o, ancora peggio, quello che Deiara chiama «il provvedimento vergogna, con un articolo nella finanziaria del 2012 dove si è data la possibilità di sanare la situazione di occupazione abusiva di alloggi, se nel frattempo se n’erano pagati i canoni di affitto».
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