La Nuova Sardegna

Nuoro

Per l’agroalimentare la vera sfida è puntare su export e qualità

di Tito Giuseppe Tola
Per l’agroalimentare la vera sfida è puntare su export e qualità

Se n’è discusso nel convegno di Confindustria svolto a Macomer L’assessore Piras: «Settore strategico che la Regione rilancerà»

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MACOMER. L’agroalimentare ha un ruolo chiave nell’economia del Marghine e di tutta la Sardegna. Il settore ha enormi potenzialità ma servono politiche di settore adeguate. Prioritaria la collaborazione tra le varie componenti della filiera. Questo, in sintesi, è quanto è emerso dal convegno sull’agroalimentare che si è tenuto ieri a Macomer per iniziativa di Confindustria. Al convegno, introdotto dal presidente della Confindustria di Nuoro, Roberto Bornioli, sono intervenuti Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio, Paolo Patruno, responsabile dell’Ufficio di Bruxelles di Federalimentare, Stefano Ferranti, presidente provinciale di Confagricoltura, alcuni imprenditori locali del settore, Antonio Auricchio, vice presidente vicario di Assolatte, e gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Industria, Elisabetta Falchi e Maria Grazia Piras. «Purtroppo esiste un problema di filiera corta con la componente agricola e quella della trasformazione che non sembrano collegate a sufficienza – ha detto l’assessore Maria Grazia Piras durante il suo intervento –, ecco perché è necessario puntare sull’aggregazione delle imprese, sostenendole nel mercato internazionale e assicurando strumenti, anche finanziari, più adatti ai loro progetti di sviluppo. La filiera agroalimentare è anche filiera dell’amministrazione regionale». Ha poi spiegato che entro fine anno la Regione conta di presentare al confronto con le parti economiche e sociali un piano che sarà la base per la programmazione triennale delle iniziative di promozione e sostegno all’export con l’obiettivo di affermare l’immagine della Sardegna come «terra delle qualità della vita». Sarà sostenuto da un sistema di iniziative orientate a creare occasioni di commercializzazione dei prodotti agroalimentari. L’incontro di Macomer ha evidenziato un comparto in chiaroscuro. L’industria alimentare sarda, con quasi 168 milioni di euro, costituisce il 37,5% dell’intero export al netto dei prodotti petroliferi. A farla da padrona è l’industria lattiero-caesaria che da sola rappresenta il 67% dell’export, per lo più verso il mercato nordamericano (56%), mentre l’Unione Europea si ferma al 30%.

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