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Nuoro

Cronaca, obblighi e diritti: dibattito sempre aperto

Cronaca, obblighi e diritti: dibattito sempre aperto

Avvocati e giornalisti al convegno organizzato dalla Camera penale Relatori il penalista Gaetano Pecorella e la giudiziarista Fiorenza Sarzanini

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NUORO. Il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca, quando e come pubblicare le intercettazioni, fino a che punto spingersi nell’informare il lettore per evitare che vengano compromesse le indagini investigative o che il cosidetto “processo mediatico” preceda il procedimento penale. Se n’è parlato ieri nel convegno organizzato dalla Camera penale di Nuoro, col patrocinio dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna. Temi di grande attualità, affrontati da profondi conoscitori delle materie in questione: quella giuridica e quella giornalistica, appunto. Benché entrambe le professioni si muovano nell’alveo di regole costituzionali e deontologiche, il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca, continuano ad essere al centro del dibattito, anche per via di un sistema che, come evidenziato dagli stessi relatori, presenta falde e andrebbe ripensato. A parlare ad avvocati e giornalisti, riuniti nella sala convegni della biblioteca Satta, il penalista del Foro di Milano Gaetano Pecorella, già presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, e la giornalista Fiorenza Sarzanini, inviato di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera. Pecorella ha ricostruito il quadro normativo in cui si muovono cronisti e avvocati, evidenziando i casi dell’obbligo della segretezza e i limiti del diritto di cronaca. Limiti che a volte vengono oltrepassati, spesso anche per iniziativa delle procure, «a danno del cittadino imputato – ha detto il penalista milanese – I diritti della persona vengono prima di qualsiasi diritto costituzionale», ha ribadito.

«Spesso c’è la convinzione che chi fa cronaca giudiziaria sia un velinaro della Procura. Il giornalista non è al servizio di nessuno – ha ribattuto la Sarzanini, difendendo con grande fermezza il diritto di cronaca – La stampa ha il dovere di raccontare. E parla con tutte le parti processuali. La nostra professione si muove all’interno di regole ed è vincolata da una deontologia molto rigida». I lavori sono stati aperti dalla presidente facente funzioni della Camera penale, Giovanna Serra, e introdotti da Francesco Lai, componente della giunta dell’Unione delle Camere penali italiane. È intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna Filippo Peretti, mentre le conclusioni sono state affidate al presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, Beniamino Migliucci. (t.s.)

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