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Nuoro

Studenti in rivolta: due autobus dell’Arst bloccati per protesta

di Mattia Sanna
Studenti in rivolta: due autobus dell’Arst bloccati per protesta

Orgosolo, i ragazzi chiedono un terzo bus: «Siamo troppi» Il sindaco: È inaccettabile. Il diritto all’istruzione va garantito

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ORGOSOLO. Nuovi disservizi per gli studenti di Orgosolo. Sotto accusa, ancora una volta, l'azienda regionale dei trasporti che non ha ancora messo a disposizione un terzo autobus per portarli a Nuoro. E così, da quando è ricominciato l’anno scolastico, a decine restano a terra, sia alla partenza che al rientro. Per questo ieri mattina un centinaio di studenti delle scuole superiori hanno bloccato due autobus dell’Arst in piazza Caduti, ma le forze dell’ordine li hanno convinti a desistere e alla fine sono partiti per Nuoro. «Su due pullman non possiamo viaggiare, non ci stiamo», hanno protestato.

A fianco degli studenti si è schierato il sindaco: «Il diritto all'istruzione è ben altra cosa». Per questo motivo Dionigi Deledda chiede l'intervento urgente del prefetto. «I ragazzi, iscritti alle scuole superiori di Nuoro, devono frequentare la scuola tutti i giorni e invece capita che spesso sugli autobus non ci sia posto per tutti. È inaccettabile». Una situazione, questa, che costringe i ragazzi a raggiungere Nuoro con mezzi di fortuna. Non solo. Gli studenti arrivano a scuola quando le lezioni sono già cominciate e rientrano a casa solo a pomeriggio inoltrato, sacrificando così lo studio serale.

Anche i genitori sono molto preoccupati, perché il rendimento scolastico dei ragazzi ne potrebbe risentire. «Tutto questo è inaccettabile – ribadisce il sindaco – soprattutto perché i ragazzi hanno sottoscritto un abbonamento e quindi stanno pagando per un servizio che non ricevono. L’Arst li va a prendere con mezzi di fortuna, veicoli vecchi e malridotti. Vorrei capire perché agli studenti di Orgosolo venga riservato questo trattamento».

Intanto le proteste aumentano e sembrano imminenti iniziative di protesta ancora più forti. Azioni per far sentire la propria voce e chiedere all’ente risposte e soluzioni tempestive, visto che la situazione si trascina ormai da anni. Tanto che l'assessore all’Istruzione e vice sindaco Bora Podda commenta amareggiata: «Non vedo grossi progressi rispetto a qualche decennio fa, quando a fare da pendolari eravamo noi».

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