Verde e rifiuti, la Cisal lancia l’allarme
Il sindacato provinciale: la città vive in uno stato di assoluta incuria. L’anfiteatro è una discarica e il Monte è trascurato
NUORO. L’anfiteatro che diventa una sorta di centro di raccolta dei rifiuti, i rami secchi dell’ultima nevicata che giacciono ancora negli spazi verdi del monte Orto, diversi quartieri che attendono da tempo la potatura degli alberi pericolanti.
E soprattutto: dei dieci dipendenti del settore, più della metà non sono addetti alla pulizia della città, ma svolgono funzioni di coordinamento e direzione. Per la Cisal, insomma, ce n’è abbastanza per lanciare una sorta di “caso-incuria” tutto nuorese. Una “malattia cronica”, lo definisce che non risparmia molti spazi, quartieri, strade del capoluogo barbaricino.
«Purtroppo per tutti i cittadini – dice il delegato provinciale Cisal, Luciano Carroni – ma anche per i turisti e per gli occasionali visitatori della città, nonché per tutti i lavoratori e pensionati, si deve constatare l’assoluta incuria del verde pubblico e della pulizia delle aree pubbliche. In qualche caso il Comune ha fatto pulire dal fieno e dalle stoppie, aree private tralasciando i proprio obblighi in aree adiacenti pubbliche. Questo – continua il delgato provinciale della Cisal – dimostra che la mappatura della città è poco conosciuta a chi di dovere, oppure che al Comune si lavora a compartimenti separati e chi dispone delle mappe delle aree pubbliche e delle aree private non le mette a disposizione». Il sindacato, tuttavia, ha voluto approfondire e verificare in diretta lo stato del verde urbano.
«Ci siamo presi la briga – spiega ancora Luciano Carroni – di verificare e la nostra amarezza risulta ancora più grande. Ci sono interi quartieri e percorsi, dove non è stata prestata la minima attenzione alla potatura degli alberi. Sui marciapiedi su deve camminare a zig zag per evitare i rami pendenti. E fosse solo questo. Da oltre quattro anni, i rami di alberi secchi dell’ultima nevicata giacciono nelle aree verdi del monte Ortobene e della pineta di Ugolio, e attorno ai dodici bellissimi Nuraghi del perimetro nuorese.
Al Comune di Nuoro, su una decina di dipendenti incaricati del settore, compreso il dirigente, oltre la metà svolgono funzioni di coordinamento e direzione». Ma c’è un’altra nota dolente, nel caso-incuria, segnalato dal sindacato e riguarda l’anfiteatro comunale.
«Da anni l’ex anfiteatro De Andrè ci risulta diventato un centro di raccolta dei rifiuti, come se la sicurezza e l’igiene fosse una opzione discrezionale del dirigente e dei coordinatori assunti da pochi anni, e con idee miglioramento ma poi fagocitati nell’apparato burocratico delle pratiche che sono inevase».
«Che l’anfiteatro comunale di via Veneto sia diventato un luogo di raccolta rifiuti – dice in conclusione il coordinatore della Cisal provinciale, Luciano Carroni – sia diventato un luogo di raccolta rifiuti, è tra l’altro molto grave, perché il centro di raccolta della carta e della plastica, ancora chiuso a Funtana Buddia, pare inviso a qualcuno del quartiere, mentre l’amministrazione ha sostenuto per realizzarlo una spesa di oltre tre milioni di euro». Ma il male-incuria, che segnala la Cisal, non è tuttavia solo una malattia del Comune.
«Anche l’Ente Foreste – spiega la Cisal – non scherza e le sue iniziative benefiche in città, al monte Ortobene, nella zona di Ugolio e a Tanca Manna, sono un pio desiderio ormai da diversi anni. Mentre gli oltre trenta operatori dell’Ente Foreste vengono stabilmente impiegati per sei mesi all’anno nelle campagne di confine dell’agro di Nuoro».
«Abbiamo, come sindacato, ma ci risulta che altri sindacati lo abbiano fatto, espresso tante volte l’idea di un vero e articolato progetto verde, un progetto che si finalmente organico per l’intera città di Nuoro, come c’era tanti anni fa, in relazione alle cospicue risorse regionali e a quelle locali di cui si dispone».
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