La Nuova Sardegna

Nuoro

I lavoratori tessili scendono in piazza

di Tito Giuseppe Tola
I lavoratori tessili scendono in piazza

Parte l’autunno caldo: oggi lo sciopero degli operai delle fabbriche che hanno chiuso negli ultimi dieci anni

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NUORO. L’autunno caldo parte da Nuoro e dallo sciopero di oggi col quale i lavoratori tessili, ma non solo, cercano di rilanciare una vertenza stagnante, addormentata per sei anni dai redditi da fame della cassa integrazione e della mobilità. Si tratta dell’ultimo tentativo col quale i sindacati cercano di richiamare l’attenzione della Regione e delle forze politiche sul dramma dei lavoratori della provincia di Nuoro che con la fine della mobilità ordinaria, che arriverà inesorabilmente nei primi sei mesi del 2015, si ritroveranno senza reddito. Poi la situazione diventerà esplosiva e non più controllabile, perché senza soldi non si campa e non sarà facile governare la rabbia di chi non potrà contare neppure sul reddito da fame degli ammortizzatori sociali, poco più di 700 euro mensili, decisamente al di sotto della soglia di povertà, ma sufficiente per tirare avanti.

Oggi, alle ore 10 in piazza Sardegna, il cosiddetto Quadrivio, ci saranno i lavoratori delle aziende cancellate dalla crisi, migliaia di persone alle quali è stato (e viene attualmente negato) il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. Non chiedono assistenza, ma progetti che creino lavoro che la politica non è stata finora capace di elaborare. Da piazza Sardegna il corteo muoverà verso il palazzo della Provincia per incontrare il presidente e i sindaci del territorio e proseguirà infine lungo la via Deffenu verso la Prefettura. I lavoratori che scenderanno in piazza oggi a Nuoro sono quelli delle fabbriche tessili di Siniscola, Ottana, Nuoro e Macomer che hanno chiuso i battenti negli ultimi dieci anni.

I sindaci di molti centri della provincia, consapevoli della totale mancanza di prospettive contro la quale si è deciso di scendere in piazza per richiamare l’attenzione di una politica sempre più distante dai problemi di chi ha perso il lavoro, hanno convocato i consigli comunali a Nuoro in concomitanza con la manifestazione. Gli stessi sindaci invitano le popolazioni ad aderire alla giornata di mobilitazione e di protesta partecipando all’iniziativa promossa dai sindacati. Il futuro economico e occupazionale della provincia di Nuoro si giocherà con la vertenza che i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno deciso di riprendere con l’obiettivo di ridare una speranza a chi ha perduto il lavoro e a chi non l’ha mai avuto e spera di trovarne uno dove è nato e cresciuto. «Il decreto del ministero del Lavoro n. 83473 del 1° agosto 2014 segna la fine degli ammortizzatori sociali in deroga, privando di ogni fonte di reddito migliaia di famiglie in tutta la Sardegna – scrivono i sindacati nel manifesto col quale hanno annunciato la giornata di mobilitazione e la riapertura della vertenza –. Nella provincia di Nuoro riemerge, in tutta la sua drammaticità, la situazione disperata dei lavoratori espulsi dalle fabbriche tessili (Ros Mary, Eurfashion, Gtm, Fashion of Italy, Legler, Calzificio Queen) destinata ad aggravarsi ulteriormente con l’imminente fine degli ammortizzatori sociali ordinari per tutti gli altri dipendenti delle tre aziende Legler, del Calzificio Queen e dell’Alsafil. Altre 800 persone con le loro famiglie andranno ad aggiungersi al grande esercito di disperati. Il territorio non è preparato ad affrontare questa nuova emergenza che avrà certamente serie conseguenze in termini di coesione e disagio sociale, oltre che di pericolo per l’ordine pubblico perché, a oggi, non esiste una strategia politica capace di intercettarla. Occorre pertanto pensare con urgenza ad un piano straordinario per il lavoro per contrastare questa nuova ondata di disoccupazione destinata ad avere effetti dirompenti».

Quella alla quale oggi daranno il via i lavoratori tessili è la prima giornata di una mobilitazione che si articolerà in altri momenti di lotta che porteranno la protesta in diversi punti della Sardegna anche con iniziative clamorose. L’ultima fu quella del 17 ottobre 2008.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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