La Nuova Sardegna

Nuoro

Armi e rapine, condanne per 21 anni

di Valeria Gianoglio
Armi e rapine, condanne per 21 anni

Si è chiuso il processo per un colpo da tremila euro in un’abitazione di Bonarcado e per un tentativo fallito a Osidda

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NUORO. Condanna a dieci anni per Antonio Baldassarre Piroddi, di Orotelli perché recidivo. Pena un po’ più leggera, a otto anni, per il compaesano di Piroddi, Lussorio Carai, anche lui accusato di una tentata rapina a Osidda nel 2009 e di aver rapinato nel maggio 2010 il pensionato di Bonarcado, Mario Sassu. E condanna a tre anni e sei mesi, per la detenzione illegale di una pistola, per Gianluca Ortu, di Ottana.

Non è stato tenero, insomma, il tribunale collegiale presieduto da Antonio Luigi Demuro, che ieri sera ha chiuso con una condanna a 21 anni complessivi e qualche mese il processo che vedeva tre imputati, a vario titolo, per rapine e armi.

I fatti contestati risalgono al 2009 e al 2010, sono avvenuti in gran parte in paesi di competenza del tribunale di Oristano, ma sono stati sin dall’inizio di competenza della giustizia nuorese perché l’inchiesta madre vedeva altri indagati barbaricini seguiti dalla Procura di Nuoro. Un bel groviglio giudiziario, insomma, che intorno alle 17 di ieri si è concluso con la condanna di tutti e tre gli imputati.

Tra i fatti contestati, dunque, oltre alla detenzione di alcune armi illegali, c’erano anche una rapina e una tentata rapina. La prima era avvenuta il 30 maggio del 2010 a Bonarcado. I banditi erano entrati nella casa di un pensionato del paese, Mario Sassu, e con la forza erano riusciti a rapinarlo di tremila euro. Di quella rapina erano stati accusati in seguito Antonio Baldassarre Piroddi, di Orotelli, e Lussorio Carai, anche lui di Orotelli.

L’indagine in realtà aveva portato all’iscrizione di 18 persone in tutto nel registro degli indagati, 11 delle quali erano state colpite da misure cautelari. I carabinieri della compagnia di Ottana l’avevano ribattezzata come “operazione Clutch” sfruttando il richiamo onomatopeico al rumore che faceva la frizione di un’auto che disturbava frequentemente le intercettazioni.

Tra quei 18, accusati a vario titolo di varie rapine ma anche di un intenso traffico di armi, c’erano anche i tre imputati del processo che si è concluso ieri a Nuoro: Piroddi, Carai e Ortu. Lussorio Carai, ieri presente in udienza, è in carcere da tempo per un’altra vicenda decisamente più grave: si tratta del tragico tentativo di rapina finito con la morte del pensionato di Tresnuraghes, Mario Serra, avvenuta il 30 ottobre 2010. Gli avvocati difensori erano Pasquale Ramazzotti, Gianluigi Mastio, Mario Lai e Francesco Lai. La famiglia del pensionato rapinato si è costituita parte civile con l’avvocato Sandra Sassu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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