La Nuova Sardegna

Nuoro

Emergenza casa, Deiara: modificare la legge

di Tiziana Simula

L’assessore alle politiche abitative ha presentato alla Regione tre proposte per correggere le criticità

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NUORO. Una legislazione che non risponde più ai nuovi bisogni dei cittadini e un’emergenza abitativa sempre più pressante, che ha trasformato il problema casa in problema sociale. Una drammatica realtà a Nuoro. Dove ad oggi il Comune è riuscito a soddisfare solo 91 delle 285 richieste presenti in graduatoria. Nasce da qui, e dall’esigenza di trovare risposte urgenti e adeguate alla carenza di alloggi, l’iniziativa dell’assessore alle Politiche per la casa, Raimondo Deiara. Esaminando la legge regionale 6 Aprile 1989 numero 13 che disciplina l’ assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, Deiara ha rilevato diverse criticità. E ha deciso di proporre alla Regione alcune modiche alla legge regionale per correggere quelle che considera delle anomalie: aggiustamenti che renderebbero la normativa più chiara e con regole più precise ed eque. «L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, ha dato la sua disponibilità ad esaminare le mie proposte», spiega Deiara. Che rivolge anche un appello ai consiglieri regionali «perché assumano come priorità l’emergenza casa».

Le proposte di modifica sono essenzialmente tre.

La prima riguarda l’articolo 2, comma C e si riferisce “all’ambito territoriale di assegnazione”, «un termine ambiguo, che si presta a diverse interpretazioni – dice l’assessore Deiara –. Per ambito territoriale di assegnazione dovrebbe intendersi quello del Comune dove viene fatto il bando di concorso. Se così fosse, potrebbe verificarsi l’ipotesi che chi possiede un alloggio in un comune diverso da quello dell’ambito di assegnazione, possa essere assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Per garantire la casa a persone disagiate e quindi nell’ impossibilità di poter affittare o acquistare sul libero mercato un’abitazione, sarebbe sufficiente cassare il termine “ambito territoriale di assegnazione”».

La seconda proposta di modifica è incentrata sull’articolo 19, comma 3, e riguarda il subentro nell’assegnazione dell’alloggio da parte di persone che maturino i requisiti. E quindi anche di badanti che trasferiscano la propria residenza nell’alloggio dell’assegnatario, subentrando alla sua morte. Deiara chiede al legislatore «di intervenire con modifiche al testo dell’articolo. Considerata l’incidenza della popolazione anziana residente negli alloggi di edilizia residenziale pubblica e il frequente bisogno di assistenza e collaborazione domestica spesso garantita da badanti provenienti da paesi diversi dall’Italia, che trasferiscono la residenza nel domicilio dell’assistito – chiarisce l’assessore – , in base alla legislazione vigente, potrebbero verificarsi le condizioni che i collaboratori, in caso di decesso dell’assegnatario, maturino i requisiti per la voltura del contratto e il relativo subentro nell’ assegnazione dell’alloggio».

La terza proposta riguarda l’articolo 9 sui punteggi da attribuire alle domande. Deiara chiede che vengano previsti punteggi anche per i padri separati, «persone che, in seguito alla separazione, cedono l’uso della casa alla coniuge, si fanno carico dell’eventuale mutuo, pagano gli alimenti, trovandosi quindi spesso nell’impossibilità di pagarsi un affitto». Infine l’assessore lancia la proposta di creare una rete fra i comuni interessati dallo spopolamento e utilizzare, con la disponibilità dei proprietari, gli immobili sfitti, spesso destinati al degrado. Case che potrebbero essere occupate dalle persone in graduatoria in attesa dell’attribuzione dell’alloggio. «È urgente avviare un processo di riforma sulle politiche abitative in Sardegna che garantisca certezza di diritto, equità e giustizia sociale», conclude Deiara.

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