Il rito dei dodici ceri e la fine della peste
Nel pomeriggio una processione ha sfilato per le vie del quartiere con la statua della Madonna
NUORO. Per la festa della Madonna delle Grazie a Nuoro sono arrivati tanti fedeli da Oliena, Orune, Mamoiada, Orgosolo e dalla piana di Orosei. I paesi del circondario, del resto, hanno sempre garantito una folta presenza per le celebrazioni della Madonna delle Grazie.
La giornata di ieri, si è aperta alle 11 con l’arrivo, in chiesa, dei sacerdoti del Capitolo della Cattedral, guidato dal vescovo Mosè Marcia, insieme alla delegazione comunale e alla rappresentanza popolare degli uomini con i ceri, e delle donne in costume. A completare la rappresentanza istituzionale una schiera di vigili urbani che hanno aperto la rappresentanza politico-amministrativa guidata dal sindaco Sandro Bianchi.
In chiesa il coro Nicolao Praglia, guidato dal maestro Ugo Collu, ha eseguito diversi brani di musica classico-religiosa per tutta la funzione. Con la parentesi della consegna dei ceri accesi alla Madonna, per ringraziarla dell’intervento per bloccare la peste bubbonica che provocò disperazione e morte tra la Nuoro e Lollove. Di pomeriggio, poi, alle 16, si è svolta la processione religiosa, con una larga partecipazione di fedeli e pellegrini che, partendo dal santuario, ha sfilato per alcune vie del quartiere. Per concludersi, sempre in preghiera, all’interno del santuario della Madonna delle Grazie.
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