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Nuoro

Torpè, innalzamento degli argini

di Sergio Secci
Torpè, innalzamento degli argini

Via ai lavori sul fiume Posada, escavatori all’opera anche nei giorni festivi

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Si lavora anche nei giorni festivi e spesso anche al buio per completare i lavori di rialzo dell’argine destro del fiume Posada. Ruspe ed escavatori, sono all’opera alacremente per la messa in sicurezza della piana del Rio Posada e degli abitati di Torpè e Posada. Un intervento pianificato per la regolazione del corso del rio con canalizzazione ed interventi di bonifica che interessa l’asta valliva del fiume che con le sue inondazioni ha causato danni per centinaia di migliaia di euro solo nell’ultima alluvione.

Un’opera che gli appaltatori sperano di riuscire a completare entro i primi mesi del prossimo anno così da evitare nuove inondazioni alle tante aziende e casolari. Dopo la realizzazione dei muri di contenimento con pietrame inglobato in gabbie d’acciaio, è stato realizzato il sovralzo per un’altezza media di poco più di due metri, al fine di garantire il regolare deflusso della portata di piena. Sulla sommità degli argini verrà anche ricavata una pista in tout-venant per consentire il transito e quindi l’ordinaria manutenzione alle strutture.

Un’operazione che aveva permesso la rimozione di tutti i rifiuti presenti in alveo e il taglio selettivo delle specie arboree non autoctone e l’eliminazione degli attraversamenti, ad eccezione di quello in località Adu’e mesu che collega l’abitato di Torpè alle campagne sull’altro versante. Un ponte realizzato alcuni decenni orsono con tubolari in cemento che viene sommerso ad ogni piena e che meriterebbe un intervento risolutore come chiesto più volte dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute in paese. Oltre al pericolo per l’effetto diga, i torpeini chiedono infatti la realizzazione di un vero ponte da utilizzare in tutti i periodi dell’anno e non solo quando il rio Posada è in secca.

Nei primi anni del duemila, si era parlato di un progetto e del finanziamento dell’opera che era stato anche inserito nel piano triennale delle opera pubbliche. I finanziamenti non sono stati però reperiti e i residenti sono ancora oggi costretti ad utilizzare lo stretto tratturo per raggiungere case e aziende oltre il fiume mentre devono invece percorrere un lungo tragitto se vogliono far il percorso alternativo passando da Posada. Un’opera che i residenti chiedono a gran voce così come è necessario che si intervenga per mettere in sicurezza l’argine sinistro del fiume scomparso dall’elenco delle priorità subito dopo che è passato il clamore post-alluvione.

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